DEMONI FEMMINILI E MASCHILI DELLE ZONE INTERSTIZIALI NEL FOKLORE SLAVO [VI]

Demoni Interstiziali nel Folklore SlavoLe zone interstiziali sono territori di confine dell’essere, quello che c’è fra il dentro e il fuori, il conscio e l’inconscio, la vita e la morte, il sonno e la veglia, la malattia e la salute, gli stati ibridi tipici delle età di passaggio, fra l’adolescenza e l’età adulta, fra l’età matura e la vecchiaia, fra la senilità e la morte. La maternità è una zona interstiziale, in cui una diventa due, e a volte l’ego sconvolto dall’esperienza degli estremi della carne si frantuma nella psicosi. Le zone interstiziali possono collocarsi nelle periferie dell’onnipotente sessualità maschile, in territori di violenza e violazione fuori dalle mura domestiche, di adescaggi manifesti, di sconfinamenti di genere. L’interstizio è la zona di silenzio anarchico, dopo che la trasgressione fuori dai limiti dell’ortodossia è già avvenuta. La terra fra i due confini, quella sottile lama che si trova fra le tavole della legge e il linciaggio. C’è una serie di creature femminili del folklore slavo che mostrano come l’essere donna nella civiltà contadina patriarcale fosse uno stato di per sé trasgressivo. La trasgressione poteva avere natura momentanea, legata a infrazioni circostanziate o fasi della vita, ma poteva anche diventare totalizzante, per le ribelli che davano un taglio netto e sceglievano vite fuori dal consorzio civile, per quanto difficili potessero essere. Abbiamo analizzato le donne del bosco e le donne dell’acqua negli scorsi capitoli di questo articolo. Alcune di queste donne, invece,  rimanevano all’interno della civiltà contadina, pur tacciate dallo stigma dell’alterità, e altre ancora si muovevano sulle zone di confine fra dentro e fuori. Ora vedremo come.


LE BABY

Le Baby (Donne Senza Grazia Femminile) sono le vecchie curandere che tolgono i malocchi, raccolgono le erbe e fanno nascere i bambini. Prima che la scienza e l’igiene imponessero il loro paradigma, ogni singola nascita era una roulette russa, come anche la sopravvivenza dei bambini. Ma soprattutto era rara la sopravvivenza delle donne fino ad età avanzata, considerando che erano esposte a gravidanze, aborti e parti ogni singolo anno fertile della loro vita da spose. Le donne molto vecchie erano molto rare, temute e viste come qualcosa di soprannaturale.

LE CZAROWNICE

Le Czarownice sono le streghe vere e proprie. Il loro scopo è fare il male, e ci riescono anche solo usando lo sguardo, con l’universalmente noto malocchio. Si possono riconoscere dalle donne normali per alcune caratteristiche. Ad esempio, le brave cristiane sorseggiano la vodka delicatamente, mentre le czarownice la buttano giù come gli uomini, alla goccia. E questo dovrebbe rendere l’idea di quanto fosse facile trasgredire l’etichetta sociale del tempo.Demoni Interstiziali nel Folklore Slavo

LOTAWIEC E LOTAWICA

Il Lotawiec e la Lotawica (i Volanti) sono demoni notturni che risvegliano la lussuria negli esseri umani. Volano sopra le case in luminose fiammate, che vengono spesso scambiate per stelle cadenti, e che ricordano molto l’Eros alato del mito greco. Entrano attraverso i comignoli e prendono la forma di ragazze e ragazzi stupendi. Gli esseri umani si buttano fra le loro braccia senza fare caso alle loro ali membranose. Il lotawiec o la lotawica se ne vanno all’alba, saziati dal peccato, per tornare la notte successiva. I loro amanti incantati sono ossessionati dal loro pensiero, si fanno deboli e smagriscono per la nostalgia, e quando una notte le creature decidono di non fare più ritorno, la loro vittima semplicemente muore. Ma ai Volanti non interessa, perché quando succede loro stanno già con degli altri amanti. Questi demoni del sesso rappresentano figure di seduttori e seduttrici che operavano fuori dal sistema dei matrimoni, nomadi dotati di grande bellezza e fascino che si spostavano da un villaggio all’altro, volpine e volpini dai mille amanti, di cui tutti quanti si innamoravano.

LA POLNOCNICA

La Polnocnica (Colei che Gira a Mezzanotte) è una bellissima ragazza vestita di bianco che si può avvistare nottetempo sulle strade e sui campi, e che ama fare dispetti a chi incontra. La popolazione maschile la adora, anche per la sua abitudine di fare il bucato completamente nuda. Era qualcosa che poteva capitare facilmente alla ragazze randagie, così povere da non avere nemmeno un cambio di vestiti.Demoni Interstiziali nel Folklore Slavo

LE ZMORY

Le Zmory sono delle creature oscure molto famose in tutte le aree slave, dette anche Mare. Durante la notte, le Zmory abbandonano il corpo della propria portatrice e vanno a soffocare i dormienti, succhiando loro il sangue e la forza vitale. Assumono la forma di una donna magrissima, semitrasparente, molto alta, con una marea di capelli e un alito pestilenziale. Si possono trasformare in falene, topi, zanzare. Riescono a penetrare nelle stanze dalla più strette fessure. Si siedono sul petto della propria vittima, srotolano una lingua sottile come un ago, e si mettono a succhiare. Chi ne viene attaccato si risveglia completamente privo di forze, sfinito e senza voglia di vivere. Difficilmente le zmory uccidono la propria vittima, ma sono molto diffuse in ogni dove, avendo per questo una pessima fama. Le loro vittime sono vicini o conoscenti, oppure persone random. Si usava girare il letto di 180 gradi per confondere il demone, o spostarlo, oppure strofinarsi le mani di escrementi e il petto d’aglio, per spaventare la zmora. Le portatrici della zmora non ne avevano la minima idea, potevano essere amiche, vicine, zie, perfino la propria moglie. Si diceva che la settima figlia di ogni coppia fosse sempre destinata a diventarlo, oppure le donne con le sopracciglia unite. Le zmore soffocavano non solo i dormienti, ma anche gli animali domestici, gli alberi, i cespugli e perfino le pietre e l’acqua, perché questa era la potenza delle figlie di Eva, capaci di distruggere ogni cosa senza nemmeno rendersene conto.


LA MATERNITA’ E LA PROLE

Un’altra serie di comportamenti e avvenimenti inspiegabili erano connessi alla maternità e al parto, alla depressione post-parto che portava spesso le donne ad avere episodi psicotici o a compiere infanticidi. Per quanto paradossale possa sembrare, le creature del folklore servono a razionalizzare e a dare una spiegazione a fenomeni liminali. Nella sfera della maternità rientravano anche i rapporti con la prole, che spesso erano traumatici, indecifrabili e molto tesi, soprattutto se il parto aveva portato con sé la depressione, o allucinazioni di varia natura. Questo accade spesso anche al giorno d’oggi, e non ne viene quasi mai fatta parola.

I KOSZKI

Se non si prestava attenzione, ci si poteva ritrovare il bambino scambiato con un orrendo cucciolo dei Koszki, una genia di piccola gente che assomiglia a dei gatti dal muso umanoide, che non bisogna mai far entrare in casa.Demoni Interstiziali nel Folklore Slavo

IL MARUDA

Il tuo bambino può essere ingestibile per colpa del Maruda, un demone il cui passatempo principale è dar fastidio ai neonati, pizzicandoli e spaventandoli, facendoli piangere tutta la notte. Per allontanarlo si possono impiegare vari talismani, come orecchie di coniglio essiccate, una ciotola d’acqua con dentro un cucchiaio, un fuso e del filo, oppure nove bambole di pezza.

ALBAST

L’Albast è un demone acquatico che è stato un bambino maledetto e annegato dalla propria madre. Ama prendere il sole e far annegare i bagnanti, e può trasformarsi in un enorme pesce.

PORONIEC

Il Poroniec (Aborto) è un demone alato simile a un pulcino d’uccello senza piume, che sorge dai bambini abortiti, per volontà o incidente. Compare di notte e attacca le donne incinte o le puerpere, succhiando il loro sangue. Rappresenta il trauma di un aborto ad uno stadio avanzato della gestazione, e della visione del feto stesso.

LA PLACZKA

Quando i neonati piangevano fra le sei e le dodici ore di fila, fino a diventare paonazzi, era chiaro che bisognava chiamare la baba del villaggio. La maggior parte delle volte si aveva a che fare con una Placzka (la Piangitrice), un parassita che veniva ingerito e si stanziava visibilmente sulla gola, come le placche. Attaccava soprattutto i bambini non ancora battezzati, ed era per quello che c’era sempre la fila alla fonte battesimale, per essere primi. Un ottimo metodo contro la placzka era l’acqua santa unita a un decotto di papavero bianco, che fa sempre bene.Demoni Interstiziali nel Folklore Slavo

LA MAMUNA

La regina indiscussa del rapimento e dello scambio di bambini è la temuta Mamuna. Come ogni demone d’alto rango nelle sfere del terrore, essa ha molti nomi: Boginka, Czarcich, Dekla, Lamija, Ocwiara, Odmienica, Paluba, Sibiela, Zmlanica. È alta, pelosa, con grosse mani sproporzionate, pelo e zanne. Vive nei boschi e li abbandona solo per andare a caccia di bambini. I suoi prediletti sono i bambini non battezzati, a volte li strappa proprio dalle braccia delle madri. Non si sa che fine fanno, ma non tornano quasi mai a casa. Va detto che probabilmente nella civiltà contadina i bambini venivano rapiti spesso, rientrando nel ricambio infinito di bambini morti e nuovi nati, esposti a malattie, incuria, carestia e mortalità infantile. È anche probabile che donne sbandate che vivevano fuori dalla società, esposte a gravidanze e parti in condizioni estreme, potessero impazzire se perdevano i loro nuovi nati, e che li sostituissero con bambini rapiti nelle case dei contadini. Demoni Interstiziali nel Folklore SlavoMa torniamo al folklore. I bambini rapiti non tornano quasi mai, e al loro posto rimangono i figli di Mamuna. Sono brutti, gracili e isterici, e diventano ragazzi stupidi, tetri e cattivi, inadatti a svolgere qualsiasi tipo di lavoro, che mangiano e dormono troppo. L’unico sistema adatto a loro è buttarli su un mucchio di letame e frustarli con delle verghe benedette. Dopo questa cura il figlio della Mamuna smette di rubare, oziare e inizia a portare rispetto agli anziani. Questa poteva essere la sorte dei capri espiatori del villaggio, ragazzini non amati da nessuno, a cominciare dalla propria famiglia, perseguitati e bullizzati da tutti, che sviluppavano caratteri torvi e che alla fine diventavano invisibili e compiacenti per riuscire a sopravvivere.


I MASCHI E IL SESSO

Dato che stiamo facendo un discorso di genere, vogliamo dare un’occhiata anche dall’altra parte della barricata rispetto alle donne, analizzando le creature del folklore che hanno a che fare con la polarità maschile della sessualità, e scoprendo che cosa esse ci rivelano.Demoni Interstiziali nel Folklore Slavo

IL BAŁAMUTNIK

Il Balamutnik (Quello che Sbatte) è uno spirito marpione grasso, pelato e foruncoloso, che molesta le contadine che si vanno a fare il bagno al fiume. Si trasforma in un bel ragazzo per sedurle. Quando le malcapitate vedono la sua vera forma, perdono la ragione e spesso cercano subito di annegarsi. Gli stupri e le loro traumatiche conseguenze dovevano essere prassi comune nei villaggi patriarcali, quindi era molto comodo avere qualche creatura del folklore che facesse da capro espiatorio, senza conseguenze per i veri responsabili.Demoni Interstiziali nel Folklore Slavo

HAPUN

Il Hapun (Colui che Afferra) è un vecchio rugoso volante, dalla lunga barba grigia, che si punta i bambini più vivaci e li rapisce in un sacco, volando via fino all’angolo più lugubre e paludoso del bosco. Qui li frusta quotidianamente con le ortiche e li nutre con una pappa disgustosa, finché anche loro non si trasformavano in hapuny a loro volta. L’Hapun è lo spettro dell’abuso e della pedofilia.

SMETEK

Lo Smetek è un demone diabolicamente intelligente, che si può avvistare seduto su un masso nella posa del pensatore lungo le strade e ai crocicchi. A volte però getta via questa maschera malinconica, adora seminare caos e far perdere i viaggiatori. Gli piace ad esempio travestirsi da ragazza e far scimunire gli ingenui con gesti svergognati. È un demone manipolatore, ritenuto il patrono della degenerazione. È capace di confondere e prendere possesso delle menti dei giovani di entrambi i sessi, portandoli alla perdizione.

PRZYŁOZNIK

Il Przyloznik (Colui che si Accosta al Letto) è un demone che durante le notti viene a tentare le donne virtuose e timorate di dio, prendendo la forma di un bellissimo giovane. Le seduce in tutti i modi, e appena raggiunge il suo scopo sparisce per sempre, senza che la sedotta riesca mai a dimenticarlo. Per proteggersi dal Przyloznik, le giovani donne, prima di tornare dai pascoli, facevano un fuoco usando escrementi di vacca come combustibile, e si ponevano in piedi sulla linea del fumo.Demoni Interstiziali nel Folklore Slavo

MIESIĘCZNIK

Una delle nostre creature del folklore slavo preferite in assoluto è il Miesiecznik (il Mensile), ovvero un uomo che con la luna piena si trasforma in donna, e per un intero mese si diletta a cucinare, pulire, mungere le mucche, ricamare, spettegolare con le amiche, mettersi i vestiti da donna e i fazzoletti in testa. Poi, con la seguente luna piena, si trasforma di nuovo in uomo, si mette i pantaloni, inizia a bestemmiare come un veneto, fuma la pipa, e va nelle locande a bere vodka con i suoi compari. Il misiecznik è insomma come una vergine giurata balcanica, con la differenza che muta mensilmente genere, avanti e indietro in un eterno ipnotico dondolare, a ogni nuova luna piena.

Nel Bestiariusz Slowianski di Vargas e Zych ci sono poche creature soprannaturali che riguardano la sessualità maschile, solo quelle che rappresentano delle trasgressioni inaccettabili rispetto alla normativa della condotta socialmente accettata. I pedofili, gli stupratori, i seduttori delle donne timorate di dio, i lenoni, i travestiti, i gender bender sono stati quindi trasformati in creature soprannaturali, per nascondere il loro scandalo.Demoni Interstiziali nel Folklore Slavo


Nel prossimo capitolo della nostra indagine andremo a conoscere gli esseri soprannaturali che hanno a che fare con la meteorologia, gli elementi e la natura.

Stay tuned for more Elemental Demons and Flying Creatures!Demoni Interstiziali nel Folklore Slavo


Bibliografia

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Witold Vargas, Pawel Zych, Bestiariusz Slowianski, Wydawnictwo Bosz, 2018.

Folklore e mitologia slava

Slavic mythology and folklore

Folklore Slavo


Nota Metodologica _ La maggior parte di queste creature fanno parte del folklore polacco, soprattutto per quello che riguarda la nomenclatura usata. Parecchie però hanno origine o diffusione nelle zone dell’Ucraina, della Bielorussia e della Lituania. Abbiamo pertanto scelto di usare, in modo non strettamente filologico,  la macrocategoria culturale di “folklore slavo” . Le descrizioni delle creature sono traduzioni libere da Vargas e Zych. Le interpretazioni sociali, psicologiche e antropologiche sono nostre. Anche in questo caso, l’ortodossia metodologica non ci interessa. Quello che ci interessa è coltivare, nutrire e far proliferare i frutti della nostra fantasia.


Artisti Di Riferimento

Tin Can Forest https://tincanforest.com/

https://www.instagram.com/tincanforest/?hl=it

Vania Souravioul https://www.facebook.com/Artist.Vania.Zouravliov/

Raffaele Montepaone https://www.instagram.com/raffaelemontepaone/?hl=en

Old Woman with a wolf, source undetected

Jakub Rozalski https://jrozalski.com/

William-Adolphe-Bouguereau, The-Abduction-Of-Psyche1895-detail

Witold Pruszkowski Nimfy wodne

Leonor Fini – The Witches (1959)

Egon Schiele, Mother and Child, a.k.a. Madonna, 1908

Aleksandra Waliszewska https://www.instagram.com/aleksandrawaliszewska/

Mari Shimizu https://www.facebook.com/shimizumaridoll/

https://shimizumari.jimdo.com/?fbclid=IwAR1lo6Kvs5Fa4WDVIxwjcZVUYQXJ9rhjlZ-htFDx-gdrsihQAFHt2GFRssI

Travis Louie http://www.travislouieart.com/

Frida Kahlo

Anton Semenov https://www.instagram.com/gloom82/?hl=en

Iris Compiet https://www.instagram.com/iriscompiet/?hl=en

The Scapegoat by William Holman Hunt

The Thinker by lpeters https://www.deviantart.com/lpeters

Eugene Hutz, Gogol Bordello https://www.instagram.com/eugene_hutz/?hl=en

David Bowie, Ashes to Ashes https://www.facebook.com/davidbowie/

Leon Bakst, Vaslav Nijinski

Christian Schloe https://www.facebook.com/ChristianSchloeDigitalArt/

Maxim Sukharev https://www.artstation.com/maksimsukharev 

Lydia Magonova https://www.artstation.com/inkyami https://www.instagram.com/inkyami/

 

 

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