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STORIA MATERIALE DELLE DROGHE [parte II di 6] ___ Droghe, monoteismi ed illuminismi


Amitayus_MandalaLa religione e le droghe hanno delle omologie, ovvero delle identità di funzionamento. Entrambe sono mezzi di visioni ed estasi. L’empatogenesi sviluppata da alcune droghe mostra la realtà come “buona e giusta”, nel modo in cui fanno alcune dottrine o slanci religiosi.Hildegard von Bingen, Visions of the angelic hirarchy mandala_by_zrinka Ci sono droghe che possono far intendere le voci degli animali. Come molteplici erano un tempo gli dei, ognuno preposto ad un particolare aspetto della realtà, molteplici sono oggi le droghe: ci sono droghe dell’amore, droghe della guerra, droghe della conoscenza che aiutano a sviluppare connessioni, droghe dell’infallibilità, droghe dell’onnipotenza. Sia la religione che le droghe danno agli individui un senso di appartenenza, di “partecipazione di alcuna cosa con altri”, come dice il dizionario etimologico rispetto alla parola “comunione”. Comunione viene da communis: “comunanza, comunione, eguale partecipazione”. Anche il significato del verbo communico è in questo senso interessante: “far comune, accomunare, far prendere parte, rendere partecipe, partecipare, far parte di, associare, dividere, condividere, sopportare insieme, ma anche abbassare, avvilire, mettersi d’accordo, parlare, avere commercio con, essere in relazione con” (Dizionario italiano-latino Calonghi). La parola religione viene dal latino religare, unire insieme. Il consumo delle droghe crea dei vincoli sociali molto forti, facili da confondere con amore ed amicizia, fra i vari utenti e fra gli utenti e il loro fornitore. Il suffisso “re” dà un’idea di frequenza e “legere” vuol dire scegliere, cercare o guardare con attenzione. Religione quindi significa “culto della divinità e anche di altre cose ritenute sacre e degne di venerazione.” L’utilizzo delle droghe esige un culto che può essere sporadico, settimanale o quotidiano, e dei rituali. Può portare le persone ad uccidere in suo nome.Van Der Weyden,The Descent from the Cross (detail) c. 1435


CRISTIANESIMO DELLE ORIGINI E DROGHE

Chartres_-_Rose_du_transept_Nord_-2Come si è detto, nella sua forma più antica, il cristianesimo è una religione misterica, basata sul rito eucaristico, ovvero grandi banchetti di pane e vino che esigono uno stretto digiuno precedente. Dopo il digiuno, l’effetto di un bicchiere di vino risulta potenziato. Cubicolo della Velazio Catacombe Priscilla RomaNelle catacombe di Roma vengono rinvenuti molti calici e San Paolo stesso tuona contro le “ubriacature e le feste straordinarie”, assieme al padre della chiesa Novaciano che nel III secolo proclama a proposito di alcuni cristiani: “Si ubriacano a digiuno come se fosse un sacrifico al Creatore. E non solo corrono verso luoghi di svago, ma trasportano con loro anche un luogo di svago permanente, infatti il loro piacere è bere.” calice_du_sacre_tauPer prevenire tutta questa rilassatezza, nascono così sette cristiane completamente astemie, ecratiti, marcioniti, taciani, acquariani, che sostengono che Lucifero sia figlio di Bacco e che cadendo sulla terra abbia fatto nascere la vite. The Master of the Rebel Angels, (ca. 1340)Rimane un mistero come queste sette astemie riescano a inserire nel loro ragionamento il vino di Gesù, nonché quello previsto dalla liturgia. Grazie al loro operato, si riesce comunque a sradicare ogni valenza di comunione misterica con la divinità, e si può tacciare di accordi con potenze demoniache tutti gli altri culti misterici del Mediterraneo. I droghieri devono essere sterminati o venduti come schiavi con le loro famiglie. Carlo Magno definisce l’oppio come “opera di Satana”, e si vieta la coltivazione di “piante diaboliche”. Chi lo fa, anche per scopi puramente terapeutici, è da considerarsi mago ed eretico.Mandragora_dibujo

Una volta istituzionalizzato, il cristianesimo va a distruggere l’idea pagana che l’euforia sia un bene in sé, perchè porta beneficio e rilassa spirito e corpo. Si va a creare invece l’idea che l’afflizione sia gradita a dio. Descent from the Cross -Deposition- 1435 (Detail women left) Rogier van der Weyden.


L’ISLAM DELLE ORIGINI E LE DROGHE

miniatura-dervisciL’Islam è conosciuto a livello universale per il tabù dell’alcol, ma paradossalmente la cultura islamica al pieno del suo splendore ha prodotto molti inni bacchici, più di quelli greci, di una modernità che ricorda a tratti Charles Baudelaire. A questo proposito Hakim Bey, ne Il Giardino dei Cannibali, cita il sufi Abd al Rahman Jami di Herat, che scrive: “Margine del giardino, bordo del ruscello, orlo della coppa: – Saki, alzati! Qui l’astinenza è un crimine – Se il vecchio monaco del chiostro è ubriaco per la delizia della musica – Mi prenderò la taverna, dove questo stato dura per sempre. – sfiora il labbro della coppa con il tuo e io ubriaco – Non riesco a dire quale sia il rubino del vino e quale il tuo.” standing figure mid 16s , persian artSpostandoci dall’Afghanistan all’Iran, il santo sufi Sha Ni’Mantollah Wali, scrive: “Annegati nell’oceano senza sponde, a volte siamo onde, a volte il mare stesso. (…) non siamo adatti ad alcun lavoro – eccetto il lavoro di fare l’amore. Oggi siamo ubriachi e innamorati – e non sappiamo nulla delle preoccupazioni del domani. (…) Ubriachi sconsiderati, ubriachi barcollanti – arriviamo alla taverna dell’amore.”youth kneeling holding a wine cup 17s , persian art

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E poi via via, tornando in Persia e liberandoci dall’allegoria amorosa, incontriamo il grande poeta sufi del Dodicesimo secolo Hakim Sana’i: “Saki, porta del vino – E non smettere di portarlo – Che il nostro amico qui ha rotto – I suoi voti di penitenza – è uscito dall’assedio – dell’abnegazione e dell’obbligo – e si è seduto nella taverna – con quel “Ritratto”. – si è tolto di testa l’ipocrisia – E il vano vantarsi – E all’improvviso si è liberato – Dal suo monastero; – ha sciolto la sua caviglia dalle catene della religione – e cinto la vita – con una fascia da adoratore del fuoco. – Beve e mi sprona: “Fattene uno anche tu; – rimani ebbro – fin quando puoi; continua a seguire questo sentiero – verso il Nulla – e accendi un fuoco sotto – tutto ciò che sopravvive.”

persian sufi artIl sommo medico Ibn Sina, Avicenna, grandissimo erudito, propugnatore di un’arte medica umanistica e autore di più di duecento volumi di medicina, utilizza l’oppio per procurare l’eutanasia ai pazienti troppo sofferenti, allo stesso modo dei romani che eseguivano il suicidio rituale stoico.avicenna Image by © CORBISL’oppio si diffonde dallo stretto di Gibilterra fino alla Malesia, in pastiglie con sopra il marchio “Mash Allah”, dono di dio. Nel IX secolo viene mangiato, fumato, mischiato in sciroppi d’uva assieme all’hashish. È raccomandato dai migliori medici come supporto per la terza età. Viene utilizzato sia in privato sia nei divan, che erano dei circoli, a metà strada fra centro sociale per uomini e caffetteria. Il mondo arabo conosce e definisce l’assuefazione da oppio, ma anche il fatto che a differenza dell’alcol non stimola aggressività e tendenze antisociali, mantenendo l’oppiomane in grado di adempiere i suoi compiti e di presentarsi dignitosamente.opium-fig1

Nell’XI secolo Hassan Ibn Al Sabbah fonda l’ordine cavalleresco degli Assassini, consumatori di hashish e profondamente influenzati dal sufismo, che saranno un esempio per i Templari e i Cavalieri Teutonici.Hassan Ibn Al SabbahL’erba è nota nel mondo islamico con il nome bangha, viene utilizzata dai sufi per la meditazione, consumata in forma liquida nel vino speciale menzionato in Le Mille e una Notte.Edouard-Richter-Sheherazade-Religious Ascetics, Muslim Ascetic, Sufi Dervish, Ascetic Fakir, Minimal Dervish, 1860 S Sufi È raccomandata dal grande medico Rhazes contro l’epilessia e la malinconia. I contadini e i servi urbani la conoscono e la usano con il nome di “hashish al harafish”, ovvero l’erba dei burloni, mentre i sufi e i dervisci la chiamano “hashish al fokora”, erba dei fachiri. I dervisci usano in maniera spropositata anche il caffè, un po’ come gli straight edge caffeinomani degli anni Ottanta, capaci di bersi più di venti caffè al giorno. A causa del caffè nel XV secolo i dervisci rischiano di venire perseguitati, finché il sultano non prova la bevanda e delibera che è ottima per leggere e meditare sul Corano durante le ore notturne, senza stancarsi.Family of Dervishes. Possibly Antoin Sevruguin (Armenian-Georgian, 1830s–1933). Iran, late 19th–early 20th century. Silver albumen photograph. Brooklyn MuseumTutta questa meravigliosa liberalità viene meno quando inizia il periodo di decadenza culturale dal XIV secolo.The Zaqqum tree of Hell


LA VISIONE DEL SABBA

Alexander McQueen AW RTW 1998, Joan

Nello stesso periodo si creano in Europa i presupposti istituzionali per dare il via alla caccia alle streghe. Essa viene condotta non solo contro eretici e donne non allineate, ma anche contro chi conosce le piante medicamentose e contro chi utilizza quelle psicotrope. L’uso delle droghe spesso poteva essere afrodisiaco, come il famoso unguento delle streghe con cui venivano spalmati i manici di scopa per farne delle specie, come dice Escohotado, di “vibratori rinforzati chimicamente”. Linda maestra!, by GoyaQuesti unguenti potevano contenere fiori di canapa femmina, funghi allucinogeni, pelle di rospo (che contiene dimetiltraptamina o DMT, una droga che verrà sintetizzata nel XX secolo e che Escohotado definisce potentissima), farina con tracce di sclerozio di segale, che contiene amido di acido lisergico, ma anche solanacee molto forti come giusquiamo, belladonna, datura, mandragola, che altrove venivano utilizzate solo dagli sciamani esperti proprio per la loro tossicità. Witches'Familiars1579atropa_belladonna-jpgTutte queste piante, fra il XIV e il XVIII secolo, sono considerate vere e proprie incarnazioni diaboliche. Il loro commercio urbano, per chi cercava estasi solitarie, è gestito da guardie e cacciatori di taglie, e duramente perseguito dall’Inquisizione. Bartolomeo Spina riferisce del caso di un notaio che denuncia la moglie.

Il marito la trovò nuda in un angolo, che esibiva tutte le sue grazie, completamente incosciente. E, siccome poco dopo tornò in sé, confessò che quella notte era partita in viaggio. Il marito partì all’istante per accusarla davanti agli inquisitori e riuscì a farla condannare al rogo.”foxes_book_of_martyrs_-_three_womenÈ fin dall’XI secolo che le classi dirigenti usano spesso oppio e canapa per combattere gli acciacchi. Essendo relativamente più protette rispetto alla pericolo inquisitorio rispetto ai borghesi e al contado, continueranno a farlo anche nel periodo della caccia alle streghe.Nel XII secolo Michele Scoto, alchimista, matematico ed averroista inglese alla corte di Federico II, raccomanda l’uso della spugna soporifera per suturare e incidere. Questa spugna viene imbevuta con un preparato composto di oppio, giusquiamo e mandragola. Nonostante la caccia alle streghe, l’oppio viene utilizzato in ambito militare, per anestetizzare i feriti sul campo. Le Repubbliche marinare di Genova e Venezia decidono di ricominciare ad importarlo da Alessandria. I medici che scelgono di utilizzarlo comunque devono avere degli appoggi concreti, perché il rogo rimane un rischio non indifferente.

Nell’Europa moderna cristiana, tutte le sostanze che hanno finalità ludiche, ricreative o erotiche sono ritenute senz’altro qualcosa di demoniaco. In ogni caso all’epoca si può correre il rischio di essere bruciati vivi per una pomata contro le lussazioni.inquisitionL’Inquisizione si accanisce anche contro i nativi americani, perché utilizzano le loro droghe tradizionali, il peyote, le piante con mescalina, i funghi.xochipilli_by_chanyto-d9esc6eLe ricerche alchimistiche non portano alla scoperta della pietra filosofale ma a quella dell’alcool distillato. Esso nasce grazie al perfezionamento dell’alambicco arabo, con l’aggiunta di un sistema di refrigerazione, la serpentina.e-shape-of-a-furnace-for-distillation-of-aqua-vitae L’aqua vitae nasce nel XII secolo, assieme all’aqua ardens, l’alcool puro a 96 gradi ottenuto per bi-distillazione. In questo modo si creano delle bevande cinque volte più inebrianti del vino ed enormemente più stabili e facili da conservare. Pochissimo liquido può portare ad un’ubriacatura profonda. aqua vitaeL’economia gira con passo di danza intorno a questo prodotto, le vendite sono altissime e nel XV secolo esiste già una corporazione di distillatori. L’alcolismo dilaga. Il re di Francia Francesco I punisce i recidivi di turbativa alcolica con il taglio dell’orecchio e successivamente con l’esilio a vita. Francesco I FranciaI chierici vaganti, corrispettivo dotto e turbolento dei nostri studenti fuorisede, scrivono inni bacchici forsennati nei Carmina Burana. clerici vagantesCarminaBurana_wheel

I certosini e i benedettini producono molti liquori e nel XIV secolo il governo della città di Strasburgo fa distribuire ogni anno 1200 litri di vino alsaziano ai fedeli che passano la notte di Sant’Adolfo nella cattedrale, “a vegliare il sacramento e pregare”.strasburgo, cattedrale rosone-2Nel XVI secolo Paracelso, grande medico ed alchimista, nonché oppiomane che tiene sempre una scorta a portata di mano nella sua portantina, inventa il laudano, la tintura di oppio, che verrà perfezionata da Thomas Sydenham, con la diluizione del principio base in malaga, zafferano, polvere di cannella e chiodi di garofano. paracelsoThomas_Sydenham_by_Mary_BealeSydenham ne prende quotidianamente venti grammi, e ne prescrive dei quantitativi enormi a Oliver Cromwell e Carlo II. I successori di Paracelso, Platter, Gesner e Hostium, verranno chiamati nella storia della medicina con l’appellativo “il triumvirato dell’oppio”. Dalla demonizzazione nel periodo inquisitorio l’oppio si emanciperà pienamente nel secolo XVII con fan come il cardinale Richelieu e Luigi XIV, che lo usano quotidianamente, mentre il medico Boerhaave dichiara che “l’oppio è un enorme dono della Provvidenza per mitigare le sofferenze del figlio dell’uomo.” Oliver_Cromwell_by_Robert_WalkerSi inizia a mischiare l’oppio con sostanze preziose come l’ambra, la giada, le perle, la polvere d’oro, aprendo un baratro fra le cure per i ricchi e quelle che invece si potevano permettere i poveri.


LE DROGHE DEL NUOVO MONDO

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Scoprendo l’America, il Vecchio Mondo si imbatte in una civiltà dalle conoscenze farmacologiche incredibili. Hernàn Cortés si fece curare dai tlaxaltechi una ferita che sarebbe stata inguaribile altrimenti. Molti medici e farmacisti europei vengono in America per imparare nuove tecniche dai nativi. Gli Aztechi dispongono di enormi giardini botanici, che sono luogo ameno ad uso dei cortigiani ma anche farmacia ed archivio, dove i poveri possono ricevere gratuitamente diagnosi, cure e medicine.pulque ceremonia azteca codice

Nel Nuovo Mondo c’è una varietà enorme di piante allucinogene, come il peyote, l’ololiuhqui, un’ammide dell’acido lisergico, varie psicolocibine note tutte con il nome di teonanaclat, ovvero fungo meraviglioso, e il tabacco, lo yopo di Venezuela e Colombia, il Cohobo a Santo Domingo e nei Caraibi, tutti con DMT al loro interno. Tutte queste piante non tardano ad attirare le attenzioni dei missionari, e ci sono stati processi contro chi le usa e somministra fino al XIX secolo. Le psilocibine vengono associate a Lucifero e si diceva che l’ololiuhqui venisse utilizzato per entrare in comunione con il Demonio.ololiuhqui

Oltre agli allucinogeni, nelle Americhe ci sono molti stimolanti. Nella corte Inca vengono consumati molti pani di coca, privilegio delle classi aristocratiche, il cui uso da parte del popolo era un segno di insubordinazione. I conquistadores democratizzarono la droga e la Chiesa pose delle decime a beneficio del clero sul commercio della coca, che costituiva la parte più alta dei proventi dei vescovi di Cuzco e Lima.consumo rituale di foglie di coca, perù

I gesuiti fecero lo stesso con il mate, una pianta ricca di caffeina tuttora largamente bevuta dalle popolazioni sudamericane.

Gli imperatori aztechi usavano come stimolante durante i rituali il cacao, che veniva somministrato esclusivamente in suppellettili da mensa d’oro. Il suo alcaloide è detto teobromina, da teobroma, alimento degli dei, e fa parte della famiglia della caffeina.piante-azteche, cacao

Poi c’è il tabacco, una delle droghe più venerate delle Americhe, dal Mississippi alla Patagonia. Rodrigo de Jerez e Luis de la Torre sono stati fra i primi spagnoli a fumare, finiti poi sotto processo da parte dell’Inquisizione, “perché solo Satana può conferire all’uomo la facoltà di espellere fumo dalla bocca”.tobacco-cultivation-16th-century-science-photo-library

Lo zar Michele nel XVII secolo decreta che i fumatori vengano torturati fino a rivelare il nome del loro fornitore di tabacco, e che siano entrambi puniti con il taglio del naso.Mikhail_fjodorovich Il sultano Murad IV punisce i fumatori di tabacco con lo smembramento, o con il taglio delle mani e dei piedi. IV._MuratAnche nella regione tedesca di Luneburg nel 1691 è prevista la pena di morte, come anche nella Cina del XVII secolo.

Nel corso del XVII e XVIII secolo comunque l’uso del tabacco viene depenalizzato un po’ ovunque, perché i governi si rendono conto di perdere molti fondi che potrebbero derivare dai dazi sulla sostanza.tobacco XVI century


ILLUMINISMO E DROGHE

Con l’Illuminismo molte droghe pagane tornano ad essere infine utilizzate come medicinali.

Thomas Sydenham perfeziona il laudano di Paracelso con l’aggiunta di ingredienti preziosi, con la ricetta con cui verrà consumato da moltissimi re, come Pietro il Grande e Caterina di Russia, Maria Teresa d’Austria, Luigi XIV, Federico II di Prussia, Guglielmo III d’Inghilterra.laudano e teste coronate per KainowskaNel 1700 esce un Trattato sull’Oppio che ne descrive i benefici: “Dona sonni gradevoli, libera dalla paura, dalla fame e dal dolore e assicura a chi lo consuma regolarmente puntualità, tranquillità di spirito, presenza d’animo, rapidità e successo negli affari, sicurezza in se stessi, signorilità, autocontrollo, coraggio, disprezzo per il pericolo, cordialità, forza, soddisfazione, coscienza tranquilla e imparzialità.”

Nel corso del XVIII e XIX secolo in moltissime case si tengono in dispensa tè oppiati per l’insonnia e laudano per le coliche. Questa sostanza verrà consumata in abbondanza e senza sollevare nessuno scandalo da molti letterati ed artisti, come attestano i loro conti della farmacia. Ricordiamo Goethe, Coleridge, Byron, Wordsworth, Keats, Shelley, Goyapoeti e laudano per kainowska

chinaQuando i portoghopium chinese pipe XIX centuryesi giungono in India ed in Cina nel XVI secolo, spediscono immediatamente farmacisti ed erboristi per studiare la grande ricchezza botanica di questi paesi. Nel 1516 Tomaz Pivez de Leira riferisce che sia indiani che cinesi consumano quantitativi di oppio inimmaginabili. Garcia da Horta quantifica che alcuni indigeni arrivavano a mangiare sessanta grammi di oppio al giorno per curare i nervi, mentre il medico Cristoval da Costa dice che alcuni scrivani indiani prendevano venti grammi d’oppio in una dose sola senza mostrare sintomi di intorpidimento. Ma l’oppio cinese e bengalese contiene la metà della morfina di quello del bacino mediterraneo, quindi i portoghesi iniziano a venderlo ai cinesi, che vanno in visibilio per questa sostanza e la accettano come moneta di scambio assieme all’oro e all’argento.

wife and daughter of chinese merchant belonging to the nobility, washington magazine 1906 Durante le sanguinose guerre civili sotto la dinastia Manciù, gli imperatori emanano una serie di delibere atte a proibire il commercio d’oppio con gli occidentali (1729), con tanto di strangolamento di contrabbandieri e proprietari di fumerie. Nel frattempo l’importazione clandestina portoghese ammonta a una tonnellata e mezzo all’anno. Nel 1793 viene vietata la coltivazione del papavero in Cina, nonostante tutti i membri della corte, le concubine imperiali, i generali e l’imperatore stesso lo consumino in abbondanza, e continuino a consumarlo negli stessi quantitativi anche dopo il decreto. Nel 1820 viene decretata la pena di morte sia per i contrabbandieri di oppio che per i consumatori, e il contrabbando arriva a 750 tonnellate annuali.19TH CENTURY CHINA


La fonte bibliografica di questo pezzo, dove non indicato diversamente è Piccola storia delle droghe di Antonio Escohotado, Donzelli editore, 1997.Poppies from the manuscript Codice Rinio Codice Roccobonella, 1445.


_Fine seconda parte_

Nella terza parte vedremo l’inizio dell’epoca contemporanea delle droghe, con la sintesi di tutti i principi attivi durante il XIX secolo, e l’inizio delle crociate repressive _ Stay tuned!


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