STORIA E ICONOGRAFIA DELLA SECONDA GENERAZIONE DI DONNE TATUATE [Parte IV]

LE PRIME TATUATRICI

Le prime tatuatrici

Le prime due generazioni di donne tatuate sono state, come abbiamo visto, motivo di scandalo e riprovazione morale. In parte per motivi di decenza: l’uniforme succinta, come se ne vedevano solo nei bordelli, l’ostensione del proprio corpo, la capacità di sostenere gli sguardi maschili senza abbassare pudicamente gli occhi, le storie commerciali di stupro – di fatto pubbliche ammissioni che la ragazza non era più vergine – il lavoro nel mondo dello spettacolo, sinonimo per tutti di prostituzione.

Ma tutti questi motivi, gli stessi per cui gli spettatori pagavano il biglietto e bramavano di vedere da vicino, costituivano in realtà solo la superficie dello scandalo, accettata e voluta tacitamente da tutti. C’erano dei motivi di odio di genere molto più profondi, che riguardavano, più che la sessualità, la condotta sociale e l’indipendenza di queste donne. Dopo Irene Woodward e Nora Hildebrandt, le prime due pioniere solitarie, così famose da imporre il proprio cognome a mariti e figli, quasi tutte le donne tatuate della prima generazione che seguiranno – la Howard, la Wagner, la de Burgh – si esibiranno con un marito tatuato al fianco. Perché quello che la morale dell’epoca non poteva tollerare era che una donna potesse fare a meno del matrimonio per trovare mezzi di sostentamento, che fosse in grado di vivere un’esistenza piena, ricca, mobile, appagante, grazie unicamente alle proprie forze.

A rincarare la dose, a un certo punto queste ragazze non si accontenteranno più di guadagnare soldi con l’atto di mostrare il proprio corpo, ma prenderanno possesso degli strumenti della loro trasformazione.Le prime tatuatrici

La prima è stata Maud Stevens Wagner, di cui abbiamo indagato l’icona e la biografia nella seconda parte di quest’articolo, che ha insegnato l’arte alla figlia Lovetta. Seguirà Lady Viola, grazie a un’intelligenza e a una capacità di tessere relazioni che la renderanno capace di fare qualsiasi cosa le venga in mente. La più importante, per la facoltà di imporsi professionalmente in un ambiente fino ad allora maschile, è Millie Hull. La più contemporanea, nel bene e nel male, è Cindy Ray, con cui chiuderemo.

Le prime tatuatrici


LADY VIOLA _The Most Beautiful Tattooed Lady in the World

Nata nel Kentucky nel 1898, a diciassette anni Ethel Martin diventa ragazza madre. L’anno successivo riesce a sposare il padre di suo figlio, ma il matrimonio è destinato a fallire. Per avere un lavoro che le permetta di arrivare a fine mese mantenendo il bambino, Ethel va Coney Island e vive con il tatuatore Frank Graf e con sua moglie per diciassette settimane, finché il suo total body non è completo. Grazie al miglioramento tecnico delle attrezzature, i suoi tatuaggi sono molto dettagliati.Le prime tatuatrici

Sulle sue scapole c’è il Campidoglio americano, mentre sul fronte e sul retro di cosce e polpacci spiccano otto grandi camei, con la Statua della Libertà, navi viste da poppa e da prua, angeli e nativi americani. I camei sono attorniati da una sorta di pervasivo albero, le cui infiorescenze rappresentano l’empireo dei personaggi famosi che Ethel Martin ammira. Potere e regalità, gioia, grazia, capacità di volare, mitologia di conquista, virtù guerriere: sul corpo di quella che è ormai Lady Viola ci sono fra gli altri i presidenti americani, la star del cinema comico Charlie Chaplin, la ballerina Ginger Rogers, l’aviatore Charles Lindbergh, l’eroe del Far West Buffalo Bill e il campione dei pesi massimi Jack Dempsey.Le prime tatuatrici

Lady Viola inizia a lavorare a Coney Island, poi si sposta con vari circhi, fra cui i colossi di Barnum e dei Ringling Brothers. Ai suoi spettatori racconta di essere stata affascinata dai tatuaggi fin da bambina, e di essersi fatta tatuare dopo aver vinto una scommessa. “Se finisci la scuola per infermiere, potrai chiedermi tutto quello che vuoi”, le avrebbe detto suo padre, per poi sborsare 5000 dollari al tatuatore.” Anche il prezzo del total body era stato gonfiato di almeno venti volte!Le prime tatuatrici

Negli anni Trenta Lady Viola sposa il suo impresario italiano, Vincenzo Vangi. Nel corso del tempo arrivano tre figli, che si vanno a sommare a quello che già aveva lei e ai cinque del precedente matrimonio di lui, per una tribù complessiva di nove esemplari.Le prime tatuatrici

Lady Viola è la prima donna tatuata ad esibirsi con addosso un bikini, ed è anche una delle prime a fare tatuaggi a sua volta. Impara durante l’inverno, quando i circhi sono fermi, e include la possibilità di farsi tatuare da lei nella propria performance. Tutti la ricordano come una grande conversatrice, bravissima a fare pubbliche relazioni.Le prime tatuatrici

A settant’anni Lady Viola si ritira in campagna in Pennsylvania, con la famiglia di uno dei suoi figli, gettando sicuramente i bifolchi redneck nel panico più totale. Perchè, come dicevano i suoi slogan promozionali, lei rimane sempre “the most beautiful tattooed lady in the world”.Le prime tatuatrici


MILDRED HULL _

The Only Woman Tattooist on the Bowery

Mildred Hull 1 Le prime tatuatriciNewyorchese doc con problemi di conflitto con l’autorità, a tredici anni Mildred Hull lascia la scuola e inizia la sua carriera nel mondo dello spettacolo, come danzatrice sexy esotica. Il suo fisico, grosso, un po’ curvo e non molto aggraziato, rende la carriera da ballerina piuttosto problematica. Mildred Hull Le prime tatuatriciTuttavia, proprio con questo corpo grasso e mascolino, Mildred Hull diventerà la prima ragazza ad imporsi nell’ambiente duro, competitivo e ferocemente maschile degli storici tattoo parlor sulla Bowery. Le prime tatuatriciCome primo passo dopo aver mollato il balletto, Mildred decide di dissanguare le sue finanze e di farsi tatuare integralmente. Il prescelto è Charles Wagner, maestro fondamentale, che porta avanti l’arte anche durante gli anni atroci della Depressione. Wagner si è fatto fotografare in uno sfacciato nudo integrale, con i suoi due grandi angeli avvinghiati nella lotta tatuati sulla schiena. charlie-wagner-Il suo carattere tosto gli porterà fortuna fra i clienti della mala, e anche a una denuncia per aver tatuato tre ragazzini ebrei di nove, dieci e dodici anni, cosa fra l’altro abbastanza normale in un periodo in cui sia il lavoro minorile che i bambini tatuati erano largamente diffusi.  charles wagner kid

Dopo essere passata per le sue mani, Mildred Hull si ritrova ad avere addosso più di 300 tatuaggi, fra cui una Madonna, dodici geishe, quattordici angioletti e l’immancabile aquila americana. Molte performer tatuate sfoggiano l’aquila sulla gabbia toracica, in corrispondenza del cuore, che batte come le sue possenti ali, e sopra i polmoni che pompano aria, l’elemento in cui il grande rapace regna. Oltre alle valenze patriottiche, l’aquila è l’emblema dell’evangelista Giovanni, simbolo di potenza visionaria, di acutezza penetrante della vista e della sua capacità di elevazione. Insomma, l’animale guida perfetto per una tattoo artist.

E così, nel 1939, Mildred lascia il circo. Sotto l’egida del tremendo Charles Wagner, diventa la prima tatuatrice professionista stanziata nella City di New York, in quella che fra il 1840 e il 1960 è la mecca assoluta del tatuaggio occidentale. Il suo studio si chiama Tattoo Emporium, sta al numero 16 sulla Bowery, presso un negozio di barbieri. Per 25 cent, i clienti si possono fare un taglio di capelli, la barba, la doccia, oppure un piccolo tatuaggio.See Millie, the only woman tattooist on the Bowery”, annunciano i manifesti promozionali appesi fuori.poster-18inx24in-h-frontNegli anni Quaranta c’è già una considerevole quantità di ragazze che si sottopongono alla pratica, ma i loro tatuaggi non devono essere visibili. Mildred diventa subito molto popolare fra le clienti, più a suo agio a farsi tatuare in parti private del corpo da una donna piuttosto che da un uomo.  Assimilando la figura della tatuatrice a quella dell’infermiera, anche molti uomini vanno da lei, convinti che una donna sia più pulita e delicata di un uomo. Fra le gelosie e le malignità dei colleghi, la Hull riesce ad avere una media di quindici clienti al giorno.Mildred Hull 2 Le prime tatuatriciNonostante la sua forza, o forse in virtù di essa, Mildred morirà di sua propria mano, avvelenandosi in un ristorante sulla Bowery, con una morte pubblica, orgogliosa e altamente simbolica.Mildred Hull 3 Le prime tatuatrici


CINDY RAY _ La Prima Pin-Up Tatuata

Le prime tatuatriciSopracciglia ridotte a una linea diagonale dal basso verso l’alto come quelle delle gabber o delle prostitute felliniane, capelli biondi cotonati simili alle chiome della serial killer Myra Hindley e della Jordan di Vivienne Westwood, vertiginosi occhiali da vista da gatta, che non hanno potuto fare a meno di ricordarci l’antagonista di Divine in Pink Flamingos: l’immagine di Cindy Ray, così avveniristica, densa e kitsch, ci piace molto. Le prime tatuatrici sandra milo otto_e_mezzojordanconnie marble Ai suoi tempi d’oro, Cindy era nota come “the classy lassie with the tattooed chassis”, la ragazza di classe con il telaio tatuato. Lei è stata la prima vera pin-up con i tatuaggi, e le sue foto, a metà degli anni Sessanta, conquistano un vasto mercato.Cindy Ray 4 Le prime tatuatriciI soggetti tatuati sul corpo di Cindy sono, non a caso, delle pin-up: hawaiane mollemente appoggiate (o legate) a una palma, donne a cavallo di grifoni, ballerine col cappello a cilindro e grandi ali di farfalla. cindy-ray-12 Le prime tatuatriciTutte quante hanno seni scoperti, come le potenti figure femminili dell’arte minoica. minnoan-snake-goddessIn realtà, sotto la spinta delle circostanze della vita e dal mercato delle immagini femminili, Cindy Ray è la prima ragazza tatuata a non scegliere questa strada da sola. Australiana, il suo vero nome è Bev Nicholas. Nata in una famiglia di braccianti agricoli, ragazza madre teenager che arrotonda facendo la modella, un giorno Bev risponde all’annuncio di Harry Bartram, un eccentrico fotografo in cerca di ragazze disposte a farsi rasare le sopracciglia. È proprio lui, con promesse di fama e ricchezza, che spinge la Nicholas a farsi tatuare, a creare il suo personaggio, a fondare un fanclub e a mettere sul mercato una macchina per tatuaggi che si chiama Cindy Ray. Cindy Ray 2Oltre a firmare le lettere per i fan, la diretta interessata non ne sa praticamente nulla, né tantomeno vede un soldo di diritti. Liberatasi dal suo pigmalione truffatore, Bev si fidanza con un tatuatore. Un giorno, nel 1964, capita una situazione di emergenza. La Nicholas deve sostituire il suo ragazzo, che si è rotto una mano in una rissa al pub, e fa il primo tatuaggio di suo pugno. Dopo aver affinato la tecnica, inizia a lavorare in uno studio con vista sull’oceano, che raduna folle di curiosi e scettici. cindy ray anni settanta Le prime tatuatriciNel 1978, si mette in società con due tatuatori, Vaughn Griffits e Kevin Coppin, presso il Sailor Bill’s Grotto a Melbourne. All’inizio degli anni Ottanta, Bev ricomincia a collaborare con l’ex marito, finché non apre il suo proprio studio, che chiama Cindy Ray Moving Pictures Tattoo Studio.Le prime tatuatrici

Ora è una bella donna anziana con grandi occhi blu e lunghi capelli bianchi, e continua a fare la tatuatrice. Lieta dell’entusiasmo che i giovani hanno per la sua arte, si è comunque dichiarata pentita di aver tatuato gli avambracci e la parte bassa delle gambe, che ora si sono trasformati in confuse macchie scure. “Anche i tatuaggi invecchiano.”, ha detto.Le prime tatuatrici

Considerando la tonante filippica contro le masse tatuate con cui abbiamo iniziato nel primo capitolo di questo viaggio, al contrario delle nostre previsioni, scrivere questo articolo ci ha reso felici. Ci ha fatto affacciare su altri tempi, tempi remoti, golden years in cui ancora era possibile avere coraggio, cambiare, scrivere le proprie storie. Ora non ci sono più né storie, né mitopoiesi, nè vita, ma solo immagini. Il potere delle immagini è quello di divorare la realtà. Le immagini rappresentano oggi l’ultima, seducente, devastante forma del potere. Il finale di questo articolo non può essere che melanconico, ma noi non vogliamo scriverlo. Il lettore dovrà sostituire i tatuaggi ai capelli lunghi degli anni Settanta. In questo modo noi possiamo lasciare ad altri, infinitamente più eloquenti e molto meno ingenui di noi, le ultime parole.

Concludo amaramente. Le maschere ripugnanti che i giovani si mettono sulla faccia, rendendosi laidi come le vecchie puttane di una ingiusta iconografia, ricreano oggettivamente sulle loro fisionomie ciò che essi solo verbalmente hanno condannato per sempre. Sono saltate fuori le vecchie facce da preti, da giudici, da ufficiali, da anarchici fasulli, da impiegati buffoni, da Azzeccagarbugli, da Don Ferrante, da mercenari, da imbroglioni, da benpensanti teppisti. (…) Ora così i capelli lunghi dicono, nel loro inarticolato e ossesso linguaggio dei segni non verbali, nella loro teppistica iconicità, le “cose” della televisione o delle réclames dei prodotti, dove è ormai assolutamente inconcepibile prevedere un giovane che non abbia i capelli lunghi: fatto che, oggi, sarebbe scandaloso per il potere. Provo un immenso dispiacere nel dirlo (anzi, una vera e propria disperazione). (…) La loro libertà di portare i capelli come vogliono non è più difendibile, perché non è libertà. È giunto il momento, piuttosto, di dire ai giovani che il loro modo di acconciarsi è orribile, perché è servile e volgare. Anzi, è giunto il momento che essi stessi se ne accorgano, e si liberino di questa ansia colpevole di attenersi all’ordine degradante dell’orda.


 

Bibliografia

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Amelia Klem Osterud, The Tattooed Lady, A History, Taylor Trade Publishing, 2009.

Sulle performer tatuate:

http://the-history-girls.blogspot.it/2016/11/victorian-tattooed-ladies-circus-freaks.html

https://en.wikipedia.org/wiki/Tattooed_Lady

Il nostro viaggio alla scoperta delle prime ragazze tatuate dell’Occidente contemporaneo è giunto al termine. Stay tuned for a new magical dive into Slavic folklore creatures!


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