PAINTING FALLUJAH _ Street art nel quartiere di Braida


 

In virtù della loro bellezza, i murales realizzati sui palazzi di via Circonvallazione meritano un’analisi puramente critica, che si ponga oltre le convenienze politiche del giorno. Sulla parete nord c’è un iconic piece, in cui compare una creatura alata con coda di pavone e testa umana, il Simurg, che secondo mitologie trans-europee volando ha sparso nel mondo i semi di tutte le piante L’artefice Zamoc ha deciso di stemperare la carica bestiale del mostro commutando le sue zampe di avvoltoio originarie in mani umane, in modo da ascrivere la creatura alle sfere angeliche. Di fianco al prodigio volante abbiamo una serie di antenne a parabola, dipinte da Gatteo Cerberosi. Simbolo del degrado e del ghetto nella retorica razzista del mondo reale, queste parabole si innestano ad organismi arborei: inizialmente abbiamo delle capsule ovoidali, che sono sia bocciolo che macchinario sinuoso di ultima generazione, e poi fiori completamente sbocciati che captano onde elettromagnetiche trans-nazionali, per la creazione di immaginari che trascendano i confini degli stati. Sotto ai fiori- parabola abbiamo una facciotta con occhi pallati che raccoglie le spore del Simurg, realizzata da GentilGiovane. Fabrizio Loschi invece ha circondato la galleria Duplex con due collage modulari. Da una parte il Democratore, freak politico, creatura-emblema dell’instabiltà e reversibilità di destra e sinistra, comunismo e fascismo, democrazia e dittatura. Dall’altra una teoria di occhi, simboli della visione e della sua potenza trasformatrice. Emanuela Ferraroni ha realizzato un logo con la spirale rotante del sole su due scale ascensionali che simboleggiano il percorso conoscitivo, e sono non a caso sia bianche che nere. Il pittore marocchino Abdel Krim nel giro di una notte ha commutato il suo convenzionale scenario desertico in una visione siderale di galassie e pianeti, con un’operazione concettuale sul viaggio e sul cosmopolitismo. Lorenzo Ravazzini e Daniele Dieci hanno dipinto sul selciato una grossa mosca dalle linee technoid. Sulla parete sud invece abbiamo un blockletter di 059, e un iconic di Manuel e Sam che sembra scappato direttamente dal Manifesto Surrealista: un’amazzone con il suo completo british da equitazione cavalca una buffissima chimera col corpo di lumaca e le zampine da gallina.

Pubblicato il 12 agosto 2008 su L’Informazione Download pdf

 


 

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