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HARD-CORE KORA ___ La mostra di Kora, Circe e Lilli


Hardcore KoraLa triade di artiste dell’ultima mostra di Nemesis si muove in bilico fra frivolezza e ferocia, semplicità formale e spessore di contenuti, leziosità e spirito punk.  La galleria Nemesis si articola in una teoria di stanze affrescate, e per l’allestimento di Kora & C. la  prima stanza ospita un’ installazione ispirata al teatro e alla coppia amore/morte dell’opera lirica . Un panneggio di velluto color carminio si apre sul muro, dietro a un leggio per musicisti vuoto rivolto verso il pubblico collateralmente a due manichini di sartoria. Alle pareti due opere, una di lacca nera contenente gli spartiti della “Patetica” e l’altra con un 45 giri circondato da pendagli di cristallo e farfalle nere, simbolo dell’anima nell’arte funeraria. In questa stanza si  è esibita la soprano Valentina Medici, apprezzatissima per la voce scura e potente e per la grande presenza scenica. Nella seconda stanza un trittico dorato dedicato ad Eros, composto da un putto ingioiellato, dal fantasma senza volto de “L’Addio”, e da un cuore di stoffa coronato da una gemma, che galleggia  in flutti aurei e pastosi e allude alla sessualità. Vi si trovano anche due opere di Circe, artista affermata sotto pseudonimo, che propone tele multilivellari e ricamate. Nell’ultima stanza, impregnata di profumo d’ambra,  due dipinti sul tema della Traviata, e una serie di fotografie di Kora e Circe, fatte da Barbara Baraldi e rimaneggiate dalle artiste con decori di piume e glitter. L’opera sicuramente più discussa è stata la mummia itifallica di Lilli, imbarazzante, dadaista e provocatoria, apprezzatissima da esponenti del mondo queer, bambini sotto ai tre anni, e dalla locale aristocrazia punk.  Iniziata in ritardo per questioni logistiche, la mostra decolla fra le nove e mezza e le dieci, un orario in cui di solito i vernissage sono finiti, e l’iniziale freddezza del pubblico si muta gradualmente in un clima di festa.  Verso mezzanotte arrivano Cuoghi e Corsello, storici artisti bolognesi noti ai più per l’ochetta Peabrain,  un’icona degli anni Novanta dipinta su muri, cavalcavia e centri sociali.


Pubblicato il 26 luglio 2008 su L’Informazione Download pdf


 

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