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APPRENDISTATO ALLA VITA INVISIBILE IN DODICI PUNTI___ Il libro d’artista di Monica Rossi e Giovanni Fantasia per ArteinContemporanea



“Senza Titolo” è un cliché della nomenclatura dell’arte. L’artista Monica Rossi e il poeta Giovanni Fantasia lo usano per criptare un grandioso incarico, la stesura del vademecum per un Apprendistato alla Vita Invisibile. Su pagine piene di sedimenti, virgole d’inchiostro, ombre di altra scrittura ed altri disegni, si manifestano le dodici tappe  di una pratica che è la prerogativa dell’artista e del poeta, imparare a vedere ciò che gli altri non vedono, e soprattutto imparare a comunicarlo. Se la materia è l’Invisibile, il  metodo non potrà che essere un percorso su strade misteriose, con le modalità proprie del sogno. L’Apprendistato insegna la tecnica di scavo nelle memorie, la refertazione delle ferite e delle mappe strutturali, la focalizzazione sulla perdita, la presa di coscienza della delusione che viene dal realizzare i propri desideri, rappresentando trasfigurazioni animali, strategie di guerra, varchi di confini. Il compendio di questo manuale sta nell’elogio dell’ombra, per imparare l’arte dell’invisibilità. Monica Rossi avvolge tutto con un segno morbido, ovattato, fluttuante, in cui vengono meno le leggi fisiche e tutto rimane sospeso in uno spazio multidimensionale, come nel pozzo di Alice nel Paese delle Meraviglie, altro grande poema di formazione. Ma Senza Titolo non è solo questo, ma è anche e soprattutto un’analisi diagonale della prassi artistica, uno studio che riesce a rivelarne verità inedite, senza per questo tradire il suo segreto.

_UNO mostra, attorniato da un’aureola d’ombra, un volto capovolto, come una pupa nel bozzolo, e proclama che gli apprendisti del Mondo Invisibile per prima cosa devono scavare, fino a recuperare gli scheletri dell’infanzia e le strutture che li hanno fatto diventare quello che sono. Devono fare i conti con le ferite inguaribili,  i corpi estranei che hanno introiettato, e con i loro morti, con cui è permesso, e anzi consigliato, parlare.

DUE focalizza il ricordo del peccato originale, della prima volta in cui gli Apprendisti hanno conosciuto il dolore. Una bambina riceve un regalo, è un regalo che dovrebbe piacerle, e invece si rivela come qualcosa davanti a cui coprirsi gli occhi spaventata. Tutti i bambini desiderano i regali, ma presto si impara che realizzare i desideri non è mai come si era immaginato.Monica Rossi, Giovanni Fantasia, senza titolo, apprendistato alla vita invisibile in dodici punti, 2

_TRE mostra una splendida creatura ibrida. È carponi, metà umana e metà animale, come colta nel momento della trasformazione. Questa creatura porta una suggestione di natura sessuale, per raccontare una tappa sfolgorante e terribile,  il passaggio dall’infanzia all’adolescenza: “tu sei la gemma che si apre in silenzio in un campo stellato di mine”. Le pagine di Senza Titolo presentano una natura  tattile, non sono mai bianche, ma sempre di colori carnali, tutta la gamma dei rosati fino al livore e al bianco eburneo delle ossa.Monica Rossi3

_QUATTRO rappresenta una porta, il passaggio di un confine, la frontiera oltre cui ci sono i territori di guerra, di cui non esistono mappature. Durante la guerra non è possibile evitare il nemico, a cui viene dedicato

Monica Rossi, Giovanni Fantasia, senza titolo, apprendistato alla vita invisibile in dodici punti, 4_CINQUE, il capitolo sulla strategia. È una tappa paradossale sull’importanza di disimparare velocemente ciò che si sapeva e di non curarsi di quelle che appaiono come le lezioni della vita. Perché nulla importa davvero in un paesaggio mutante, se non imparare a non farsi ferire.  Il monito  è rappresentato da una serie di donne ghignanti, con i denti anneriti.

Monica Rossi4_SEI dispiega un paesaggio fumoso, apparentemente semplice, per parlare dei segreti delle lunghezze d’onda, dell’elettricità che si emette e si catalizza, delle regole dell’attrazione e della repulsione.

Monica Rossi5_SETTE riguarda una tappa fondamentale del viaggio dell’eroe, la privazione che porta alla partenza, al cambiamento di orizzonti. “La città non ha confini, non ti lascia intravedere com’è fatta, non inizia e non finisce

Monica Rossi6

_OTTO è sull’arte della fluidità, e sulla grande difficoltà dell’apprenderla, perché ciò che è morbido vince sempre su ciò che è rigido.

Monica Rossi7 _NOVE racconta di conflitti, attriti, intifade di pietre ed armi nuove. Riguarda il conflitto soprattutto con se stessi, rappresentato dal molosso che morde la mano della sua padrona, nuda ed indifferente. La nona lezione recita che “la felicità è una fede, o ci credi o non esiste

_DIECI inquadra dal basso un corpo sconnesso, come un manichino montato male, in cui la parte bassa non corrisponde al verso della parte alta, e racconta del cocooning, la sindrome che porta a decorare ossessivamente la propria prigione, per scoprire che un isolamento dorato porta solo a quello che gli anglofoni chiamano cold confort

_UNDICI racconta delle calcificazioni identitarie, quando si decide di perdersi a destra o a sinistra aggrappandosi alla superficie delle cose, per capire che nessun copione prescritto può salvare dalla profondità dei pensieri notturni. L’icona dell’undicesima stazione è quella del coniglio, animale ctonio che, nel Paese delle Meraviglie, rappresenta il rispetto ossessivo di un’etichetta.

Monica Rossi, Giovanni Fantasia, senza titolo, apprendistato alla vita invisibile in dodici punti, 11_DODICI mostra una figura sfumata come un ectoplasma, che scaturisce da una sorta di lapide, dicendoci che il mistero più grande è quello di conoscere se stessi. Il nostro vero io è il mistero ultimo e, di fronte alla sua indicibilità, da una parte rimane la maschera, dall’altra la scelta di non smettere mai l’Apprendistato, di dedicarsi per sempre all’Invisibile. E allora bisogna rimanere nell’ombra, perché la luce, alla lunga, acceca. E i Discepoli dell’Invisibile devono avere occhi ben aperti.


Testo critico e curatela della mostra Apprendistato alla vita invisibile in dodici punti, inaugurazione 14 giugno 2013 presso Cayce’s Lab, in occasione di ArteinContemporanea. Pubblicato sul numero uno della fanzine Unknown Pleasures, elaborazioni grafiche Valentina Mangieri, direzione artistica LST.

Fanzine Unkown Pleasures, numero uno, apprendistato vita invisibile, grafiche Valentina Mangieri, direz. art. LST Fanzine Unkown Pleasures, numero uno, apprendistato vita invisibile, grafiche Valentina Mangieri, direz. art. LST, 2


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