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Sarah Kane_Blasted, regia di Elio de Capitani

Sarah KaneFino al 23 novembre rimane in cartellone al Teatro delle Passioni Blasted di Sarah Kane, per la regia di Elio de Capitani. Sulla scena abbiamo una stanza d’albergo, un non luogo, campione perfetto di normalità, che nella fase iniziale mostra tutta la sua patina finta e posticcia, di linoleum e tappezzerie color vomito. Il suo essere simulazione di facciata è sottolineato dal fondale, che non arriva al soffitto, ma termina prima. Il primo elemento drammaturgico sottolineato sulla scena è la tosse cronica di Ian, un rantolo, un respiro spezzato, un segno disturbante, che allude alla malattia, alla degenerazione, alla morte, quella che incombe sui personaggi senza decidersi a liberarli. Ian è un alcolizzato di gin, con un polmone solo, razzista, sessista, vizioso e marcio. Fa il giornalista di cronaca nera, gira armato ed odia ogni forma di altro da sé. Cate è la sua ex amante, ed è esattamente ai suoi antipodi. Dolce e stralunata, disoccupata, vegetariana convinta, epilettica, con un fratello ritardato. Ian la maltratta ed umilia verbalmente, e durante la notte la brutalizza. La sua violenza, contro se stesso, contro il mondo, contro il suo oggetto d’amore, sembra fungere da catalizzatore per la madre di tutte le violenze e i soprusi, la guerra, che irrompe in modo assurdo ed improvviso, con assordanti esplosioni di bombe, rumori di catastrofe, fumo, fari di elicotteri puntati sul pubblico. In una spirale discendente viene messa in scena l’ideologia alla base di tutti i conflitti, quella della vendetta e della rappresaglia, e tutte le possibili dinamiche di potere e di sopruso. Un soldato enorme irrompe nella stanza d’albergo, ruba ad Ian il suo gin e le sue sigarette, lo perquisisce, confisca i suoi documenti di identità, lo violenta e si ciba dei suoi occhi. La stanza d’albergo, che rappresenta il mondo, il corpo e la mente dei personaggi, lentamente implode, viene sventrata. Le pareti bruciano e il pavimento sprofonda in un buco. Ed infine inizia a muoversi, come se respirasse, mentre Cate diventa carnivora e di Ian rimane una testa incastrata nel pavimento, come i dannati nel ghiaccio del Cocito.

Sarah Kane. Photograph Jane Bown

Pubblicato su L’Informazione il 23 ottobre 2008

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