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FALLING IN LOVE WITH A PORN SLUT ___ Analisi del Porno Manifesto di Ovidie


 

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Jeanna Jameson è tutto quello che c’è di più detestabile da un punto di vista antisessista. Pornostar, californiana, bionda, seni ultra-siliconati, lampadata con il segno del bikini: la classica Barbie in tutto il suo splendore. Corrispondeva in tutto e per tutto al ritratto tipico della donna oggetto. Eppure, l’ho vista in numerosi film e non mi è mai sembrata sottomessa. Sprigionava un’incredibile potenza sessuale.”

Ovidie


Come mai il godimento della pornografia è una privativa maschile? Perché accompagna naturalmente il risveglio sessuale dei ragazzi, mentre le ragazze devono rifiutarla come una faccenda sporca e sessista?  Esiste forse una strisciante normativa sociale per cui le donne intelligenti e le femministe debbano quasi per forza essere brutte, sciatte e pelose, mentre “ogni donna che cura il proprio aspetto e che abbia del sex-appeal viene considerata sottomessa”?

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Porno Manifesto è un compendio su una serie di tematiche scomode, e la sua autrice, Ovidie, è una donna dall’identità meravigliosamente mutante. Ragazza di ottima famiglia, straight-edge, dottoressa in filosofia, felicemente sposata, monogama, pornostar e regista di film pornografici rivoluzionari, in cui l’atto sessuale è visto da un’ottica femminile.  Nel suo Manifesto Ovidie non risparmia nessuno, dagli stereotipi sociali a proposito del mondo dei blue movie, ai pornografi mainstream, fino alle femministe radicali (quelle che per intenderci vietano la posizione alla pecorina in quanto sintomo di subordinazione al maschio). Ovidie fa notare come le operatrici del sesso di sua conoscenza siano tutte donne forti, emancipate, autosufficienti, con un’immagine positiva del proprio corpo e del proprio sesso, che non ritengono di fare nulla di degradato o umiliante. Ovidie rifiuta i triti slogan contro la mercificazione del corpo, che a rigor di logica  dovrebbero essere contro il principio per cui si è pagati per un servizio, e di conseguenza anche contro chi vende la sua forza lavoro in fabbrica. L’autrice smantella a colpi d’ingegno sentenze moraliste travestite da progressismo politically correct, e poi attacca anche l’industria del porno convenzionale, smascherando le manipolazioni ideologiche della rappresentazione del rapporto sessuale che si sono diffuse da quando la pornografia, da fenomeno di nicchia, è diventata una vera e propria industria. Quindi ecco che i genitali femminili devono per forza essere depilati ed asettici, privi di qualsivoglia tipo di perdita, e se la lubrificazione delle attrici è troppo visibile bisogna tamponarla con una salvietta. Non solo sembrerebbe proibito avere rapporti durante il periodo delle mestruazioni, ma anche squirtare non sta bene. L’appannaggio dei fluidi è maschile. Il tabù dell’omosessualità e della penetrazione maschile è un altro esempio di monitoraggio censorio diffuso e subliminale. Lo svolgimento delle pratiche ha un copione ben definito: scena lesbo, fellatio, cunnilingus, rapporto vaginale, rapporto anale, eiaculazione in faccia alla protagonista. Una regola quasi benedettina, per rendere la pornografia innocua e prevedibile, livellata, priva di inventiva. Il sesso rappresentato dai più solitamente manca dell’ingrediente più rivoluzionario ed eccitante,  la passione, e non ci sono scene d’amore nei film porno canonici.

ovidie annie sprinkle
Ma ci sono delle attiviste del sesso che si stanno opponendo a tutto ciò: la sex goddess Anne Sprinkle la regina della masturbazione Betty Dodson, Candida Royalle, che ha fondato la casa di produzione di pornografia femminista Femme Production, Coralie Trinh Thi, attrice punk che se non gode non recita, l’americana Scarlot Harlot, a capo di un’associazione parasindacale per diffondere l’uso del preservativo e per combattere le aggressioni ai danni delle operatrici del sesso, Wendy Mc Elroy, teorica femminista che sostiene che un tipo di pornografia non irreggimentata ideologicamente possa aiutare le donne a riappropriarsi del proprio corpo e del proprio diritto al piacere sessuale.

scarlot harlot Candida Royalle coralietrinhthi
E chiaramente Ovidie, con i suoi film, in cui mostra la liberazione della donna attraverso la scoperta della sua potenza sessuale. Perché “poter divulgare l’idea che il sesso sia  una cosa positiva è in sé un’idea politica”.

writing poems with the ass.,, annie sprinkle


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