// Biografia e carriera di Janis Joplin, da San Fancisco fino all'ultimo concerto Kainowska
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JANIS JOPLIN [parte I] ___ Biografia e Carriera


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Lei evocava rumori zeppi di autentico terrore – il latrare dei cani, il gracidare idraulico, urla di impotente cecità.

David Dalton

frederick-sommerVenticinque anni fa, noi e una persona molto vicina a noi eravamo soliti impiegare le giornate in un’attività senza senso. Si saliva in macchina, si prendeva una delle direzioni che portava via da casa. Si facevano venti, trenta, quaranta chilometri. Poi, senza essere stati da nessuna parte se non in macchina, si tornava indietro. Le strade si ripetevano sempre uguali, cambiava l’ora del giorno, le condizioni climatiche, la luce o il buio. Per tutto il tempo, noi e questa persona molto vicina a noi stavamo in silenzio, persi in pensieri ossessivi, fantasie o pseudologie fantastiche. Non parlavamo mai, ma ascoltavamo musica. Sempre. Patti Smith, Nick Cave, i Nirvana, i Sepultura, i Mayhem. Poi c’era una cassetta, una delle prime che abbiamo ascoltato e riascoltato centinaia di volte. Partiva con Piece of My Heart su un lato, Move Over sull’altro. C’era Summertime, che questa persona chiamava “Ninnananna di Gershwin”, c’era Try, che all’epoca non ci piaceva, c’era una versione live lunghissima e tiratissima di Ball and Chain, con un monologo finale in americano texano incomprensibile. All’epoca, quella musica ci faceva venire in mente un’immagine: il deserto americano. Qualcosa di monumentale, rovente e solitario, in cui la vita non è possibile, se non con estrema fatica. Il greatest hits di Janis Joplin rimane l’unica cosa bella che questa persona molto vicina a noi ci abbia mai fatto conoscere. E, per questo, noi la ringraziamo.


RADICI

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La descrizione di Port Arthur, città natale di Janis Joplin, ci ha fatto venire in mente True Detective: raffinerie a perdita d’occhio e desolazione, l’odore del petrolio che ammorba ogni cosa, violenza e razzismo. Port Arthur è una cittadina rispettabile, in piena Cintura Biblica texana, piena di bordelli, bar e bische clandestine. Il caldo estivo è infernale, la gente scappa dall’aria condizionata delle case all’aria condizionata delle macchine, trattenendo il respiro lungo il tragitto.

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Janis Joplin nasce nel 1943. Il padre è ingegnere, sua madre canta nel coro della chiesa ed è molto devota. Quando viene operata alla tiroide, per sbaglio le lesionano le corde vocali, e di conseguenza il suo pianoforte viene venduto. Quella che diventerà la regina hippy di Haight-Ashbury nasce quindi in una famiglia di conservatori, e la sua educazione è impostata su principi cristiani di rinuncia ed astensione. A quanto pare, l’infanzia di Janis è felice. janis-kidInizia a leggere da sola e matura da subito una grande passione per i libri, che cercherà di nascondere al pubblico una volta raggiunta la fama. Da bambina è molto timida, esige un trattamento speciale rispetto ai suoi fratelli e cerca di primeggiare in ogni cosa. Sua madre cerca di piegarla, di farla diventare uguale a tutti gli altri, ma è destinata a fallire clamorosamente.

joplin-janis-as-a-kidPort Arthur, quello che succederà a Janis durante le superiori, scaveranno in lei una ferita straziante e incurabile, responsabile della sua follia bipolare, del suo bisogno di medicine psicotrope, di una serie di comportamenti grotteschi e caricaturali, della sua dipendenza dal sesso, del suo isolamento invalicabile e dell’altezza inarrivabile della sua arte.

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LA REGINA DEI FREAKS AL LICEO

janis-youngNei primi anni della scuola superiore Janis è ingenua, si lascia condizionare e fa di tutto per piacere agli altri. Diventa grassa e le viene una terribile acne. Per questo, associato a un’intelligenza sopra la media e un carattere fuori dagli schemi, tutti la odiano e la sfottono, viene “letteralmente disfatta dalla crudeltà dei compagni di scuola”. I ragazzi la rifiutano e lei inizia a girare con i teppisti. All’inizio nemmeno i teppisti la vogliono, perché Janis non è bella e quindi non è una ragazza con cui pomiciare. Ma lei si impone. La Joplin diventa l’arma segreta della sua compagnia di maschi: in mezzo a loro si rivela una casinista bestiale, con lo sguardo aggressivo e capace di invettive così volgari da riuscire a far arrossire i ragazzi. Tutto fa più effetto fatto da lei.

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Più avanti Janis inizia a frequentare una comitiva di ragazzi intellettualmente e musicalmente sofisticati, che le faranno scoprire le sue doti canore. Insieme si sbronzano, ascoltano musica, si arrampicano sul Rainbow Bridge a cento metri di altezza per bere e di tanto in tanto fanno sesso, senza nessun tipo di legame sentimentale. Janis e i suoi amici sono gli unici beatnik di Port Arthur.

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Grazie a questa compagnia famigerata, composta anche da alcuni energumeni ben piazzati, smettono di importunare Janis al liceo. Janis Joplin inizia ad ascoltare Bessie Smith, la signora del blues che tracannava un boccale da mezzo litro di gin puro prima di ogni esibizione e aveva una voce roca e bellissima. bessie-smithBessie Smith rimarrà un’ossessione di Janis per tutta la vita, finchè non le pagherà una lapide, poco prima di morire a sua volta. Gli altri ragazzi sono avanti un anno rispetto a lei e, quando si diplomano, Janis si ritrova di nuovo in balia dei mostri del liceo. Tutto ricomincia. La chiamano amante dei negri perché si schiera contro il Ku Klux Klan, nei corridoi le sputano addosso, le tirano addosso le monetine dandole della puttana da quattro soldi, le rovinano un elaborato striscione che aveva preparato per la squadra di football, scrivendoci sopra “porca”.

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Poi il liceo finalmente finisce. Janis frequenta l’Università di Austin. Nonostante abbia esperienze di sesso a raffica e molti ragazzi e ragazze la trovino fortemente affascinante, non cessa di essere bersaglio degli insulti di alcuni studenti, che la eleggono “Uomo più brutto del campus”. Janis ci rimane così male che decide di mollare l’università. Allo stesso modo, verso la fine della sua carriera, ci saranno eminenti riviste musicali che la prenderanno di mira, ad esempio Rolling Stone.

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PRIME FASI DELLA CARRIERA

janis-joplin-1962Al campus di Austin Janis inizia a cantare bluegrass accompagnata da un duo di musicisti, e la gente inizia a notare la sua bravura. Nello stesso tempo è un’agitatrice chiassosa, presente a tutte le feste del quartiere universitario, chiamato Ghetto. Proprio come alle superiori, Janis gira con una compagnia di maschi in cui la considerano un maschio e non hanno idea che abbia un compagno. È molto indipendente.  Si esibisce al Threadgill’s, la mecca musicale di Austin, e si crea un grosso seguito locale. In questo periodo è molto grassa, ma anche piena di una incredibile energia e con un grande carisma. “Cantava il blues meglio di qualsiasi ragazza bianca che avessi mai ascoltato.”, ha detto il proprietario del locale, Ken Threadgill.  Un sacco di sue amiche lesbiche vanno a vederla. La prima incisione della Joplin è un motivetto pubblicitario per una banca.

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SAN FRANCISCO

janis-joplin-chet-helms-1967Uno dei personaggi più in vista del Ghetto dell’Università di Austin è Chet Helms, che diventerà un leggendario organizzatore di eventi durante il boom psichedelico di San Francisco. Quando Janis molla l’università, lei e Chet attraversano l’America in autostop. Molte persone sono convinte del fatto che il Bobby McGee della celeberrima canzone di Janis sia in realtà Chet Helms. Durante questo viaggio, Chet scopre che sotto l’aspetto da barbona Janis è molto istruita. Si innamorano. Fanno tappa dalla madre di Chet, che è un’insegnante cristiana, e vengono messi alla porta alla prima raffica di bestemmie di Janis. Ci mettono cinquanta ore, ma alla fine arrivano a San Francisco, sfiniti e incrostati di fango. Vanno in spiaggia a North Beach, e subito dopo Chet porta Janis ad esibirsi al Coffee & Confusion, dove Janis canta a cappella quattro brani country-gospel, scatenando un’autentica ovazione e ben 14 dollari in monetine di mancia. Ha una storia con una ragazza afroamericana, ma continua a stare con Chet. Vivono in un palazzo vittoriano ad Haight-Ashbury, al 1090 di Page Street.

haight-ashbury-1090-di-page-streetÈ l’inverno del ’63, gli ultimi beatnik continuano a dipingere e a recitare poesie, mentre ovunque si comincia a sentire il folk, la prima forma musicale della protesta hippy, che nel giro di pochissimi anni si trasformerà in blues e rock amplificato. Chet e Janis stanno insieme per circa due mesi, poi prendono direzioni diverse, perché lei inizia a frequentare un giro di persone dipendenti dall’anfetamina e dall’eroina, oltre che a uscire sempre più spesso con donne.

janis-joplin-chet-helms-by-herb-greeneJanis canta al Coffee Gallery, al St. Michael’s Alley, al Catalyst. Conosce Jerry Garcia e altri componenti dei futuri Grateful Dead.

pig-pen-janis-joplin-by-ronald-rakow-1968 janis-jerry-garciaIn questo periodo è sempre affamata e in bolletta dura. Nel ’63 viene arrestata per taccheggio, perché come gli altri beatnik è solita rubare bistecche, bastoncini di sgombro salato e altri generi alimentari. Come pratica rituale di sfregio al sistema, oltre che per ragioni di economia domestica. Janis si mantiene con lavoretti saltuari, le mance da cantante e soprattutto con il sussidio di disoccupazione.

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A San Francisco c’è un locale, un negozio di antiquariato che si chiama Teatro Magico per Soli Folli, dove si raduna tutta la futura scena psichedelica, composta da non più di 50 persone, di cui Janis fa parte. Ellen Harmon, un membro del collettivo di Chet Helms The Family Dog, ricorda che dal ’61 al ’66 San Francisco è stata probabilmente la città più bella del mondo.

Myra Friedman ha scritto: “Ed era il blues, amplificato e trasformato dai colori urlanti e dai messaggi interiori dell’acido, a dar forma al suono di San Francisco. Con l’elettricità sconvolgente a bruciare il cervello, era stridente e di volume maniacale. Era intuitivo e sporco, rapsodico e senza fine. Come l’ambiente da cui nasceva, era fatto per consumarsi e consumare, in un’emorragia abbagliante di stroboscopi, manifesti, diapositive e luci che sempre riportavano al centro del suono: una fremente, inseparabile unicità. I Big Brother erano una esplosione sonora e visiva, un’assordante frenetica pazza totalità rock e contemporaneamente un simbolo di tutto ciò.”

big-brother-the-holding-co-feat-janis-joplin-i-need-a-man-to-love-1968Le case discografiche stanno già dando la caccia a Janis Joplin e nel ‘64 Hunter perde l’occasione della sua vita, rifiutando di far entrare Janis nei Charlatans come cantante solista. Poi, nel ‘65, dopo essere stata un po’ a casa dei genitori per riprendersi dagli eccessi, Janis riceve una soffiata dal suo amante Travis Rivers: i Big Brother cercano un cantante. Lei e Travis hanno una storia. Lui la porta a fare l’audizione, attraversano il deserto del New Mexico facendo l’amore ad ogni sosta, nuotando in surreali laghi in mezzo alle rocce, dormendo in città fantasma e bucando le gomme sei volte.

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Chet Helms nel frattempo ha aperto il leggendario Avalon Ballroom, dove i Big Brother & the Holding Co. sono la band fissa.chet-helms-big-brother Il loro nome viene dal Grande Fratello di Orwell e dal gergo per indicare la detenzione per possesso di marijuana. I Big Brother sono un gruppo grezzo e rumoroso, con un eccezionale chitarrista fusion che si chiama James Gurley.

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All’audizione Janis è molto spaventata, perché di solito è abituata a cantare con accompagnamento acustico e non con batteria e strumentazione elettrica. Si presenta con abiti logori, sovrappeso e con un’acne tremenda. L’elettricità amplificata la porta via, e lei spacca tutto. Non aveva mai cantato con un tale abbandono prima di allora. La band fa resistenza, ma Chet è il loro manager e ha già deciso. Per lui l’audizione è solo una formalità.

Il 10 giugno del 1966 Janis Joplin e i Big Brother and the Holding Company debuttano all’Avalon. “La voce che Janis era tornata divampò come un incendio. (…) Sera dopo sera, Janis aveva stupito tutti con prove vocali che sembravano sfidare le leggi della natura.”, ha scritto il biografo Ellis Amburn.

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All’epoca, a San Francisco si va a ballare all’Avalon sette sere la settimana, dalle otto a mezzanotte. I dj non esistono ancora, si balla con in sottofondo le band fricchettone che suonano dal vivo l’acid blues. A volte fra il pubblico c’è Neil Cassady, il sodale on the road di Kerouac, oppure Augustus Owsley, il Mr White della sintesi dell’LSD.

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Myra Friedman racconta: “I gruppi agivano come parte di una società libera e non competitiva; i manager erano amici, uniti nello sforzo di congiungere lo spirito evangelico di tutti i gruppi; c’erano danze per strada, e concerti su concerti, tutti gratuiti; la musica pareva sorgere direttamente dal suolo palpitante del Panhandle e del Golden Gate Park.

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In questo periodo la band guadagna 250 dollari la settimana, ovvero 50 dollari a testa. Nessuno possiede nulla, a parte qualche vestito. Non appena la band inizia a ingranare, Janis licenzia Chet Helms, poco prima di un concerto a Chicago. Questo concerto nasce così sotto una cattiva stella. I Big Brother sono senza roadie, devono trascinare a mano gli strumenti e nessun albergo vuole ospitarli. Janis ha la faccia sconvolta, un vestito a sacco e troppo patchouli addosso. Ma il pubblico di Chicago rimane strabiliato, perché è la prima volta che si vede davanti l’avanguardia della controcultura. In platea c’è addirittura il leggendario bluesman urlatore Howlin’ Wolf, che alla fine dello show fa i complimenti ai Big Brother: “Avete più anima di quanta me ne trascini dietro io.”

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Dopo il licenziamento di Chet, non c’è più nessuno che lotti per far avere al gruppo i soldi delle esibizioni. I Big Brother dormono buttati su pavimenti in case di passaggio, senza avere i soldi per un biglietto che li riporti sulla Costa Occidentale. Tornano in California guidando una sgangherata automobile a noleggio per 3200 chilometri, con 5 persone, una batteria e due amplificatori. Quando vengono fermati da una pattuglia, gli sbirri iniziano ad insultare gli uomini per i loro capelli lunghi. Janis, calmissima, dice loro di andare affanculo, mozzando il fiato a tutti, sbirri compresi. Se la cavano con 50 dollari di multa, e una volta arrivati a Los Angeles, festeggiano fumando DMT tutto il pomeriggio.

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Nel 1966 Janis Joplin e i Big Brother suonano comunque nel locale di Chet Helms, l’Avalon.

Il 14 gennaio 1967 Janis canta al Be-In, il primo raduno di massa della controcultura.  Sono presenti Timothy Leary, Allen Ginsberg, Jerry Rubin, Lawrence Ferlinghetti. La folla convenuta è oceanica ma lei sul palco è “in grado di incantare migliaia di persone”.

human-be-in-posterJim Morrison è presente ma è furibondo perché non l’hanno invitato ad esibirsi. Sostiene che i Doors sono troppo satanici per i figli dei fiori, ma anche Janis e Big Brother hanno un’anima oscura e lucente, esemplificata in pezzi come Ball and Chain, o nei sottintesi di incuria e morte di Summertime.

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I Big Brother aprono per Chuck Berry e Janis riesce a scandalizzare perfino lui presentandosi sul palco con un bicchiere in mano e cantando da dio.

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MONTEREY

monterey_international_pop_music_festival_posterA questo punto gli affaristi di Los Angeles vogliono capitalizzare il sound di San Francisco. Viene così organizzato il festival di Monterey, con Simon & Garfunkel, i Mamas and Papas, Jimi Hendrix, Jefferson Airplane, i Canned Heat, gli Who, e moltissimi altri, per un totale di trenta gruppi al giorno per tre giorni di festival. In sostanza ci sono tutte le rockstar del mondo. Il campeggio, con annesso mercatino, sembra una fiera rinascimentale.

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Ellis Amburn ha scritto: “Entro sabato mattina, il numero stimato di giovani che erano affluiti in città era salito a 72000 unità. Vestiti da pionieri, da personaggi della Guerra Civile, da arabi, cowboy, majorette e tamburini, avevano intasato l’area fieristica, affollando i corridoi erbosi fra le bancarelle. (…) L’aria aveva la fragranze del fumo di marijuana, dell’incenso e dell’olio di gelsomino; e il tutto si mescolava con il consueto aroma delle fiere, a base di popcorn, hot dog e birra.” Paul Kantener dei Jefferson Airplane ricorda: “Fu il primo festival rock, e il migliore. Suonare a Monterey era come suonare in una bolla di sapone. Come se tutti gli esponenti della nostra cultura fossero arrivati seguendo un qualche magico richiamo.”

Nessuno vuole più vedere cose datate e folkeggianti, tutti vogliono il rock e l’hard-rock. E soprattutto vogliono dei cantanti che urlino il blues con tutto il fiato che hanno in corpo. La scena hippy di San Francisco è molto più genuina e all’avanguardia di quella di Los Angeles, artefatta e fashion. E anche più estrema, nel senso che c’è molto di più la cultura della droga. Il Festival di Monterey è stato un vero trionfo soprattutto per le band di San Francisco, come i Big Brother, Canned Heat e Country Joe & the Fish. È questo evento che ha dato la celebrità a Janis Joplin.

janis-monterey2La sua esibizione è un trionfo, come quella di Jimi Hendrix, che è già osannato in Inghilterra ma ancora poco conosciuto in America. Strafatto d’acido Purple Haze, suona la chitarra coi denti e alla fine le dà fuoco.

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IL SUCCESSO

I Big Brother cambiano manager, assoldando Albert Grossman, che è il manager di Bob Dylan. Lui promette loro fama e soldi, con guadagni dai 75000 ai 100000 dollari all’anno. Di lui si diceva che fosse: “un uomo astuto, ma molto crudele – straordinariamente crudele, in maniera fredda e calcolatrice.”

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Nel 1968 Janis e i Big Brother tornano a New York da trionfatori. Vanno spesso al Max’s Kansas City, dove diventano subito habitué, e stanno al Chelsea Hotel, dove lavorano al loro imminente disco.

janis-chelsea-hotel Inizialmente dovrebbe intitolarsi Sex, Dope and Cheap Thrills, citando lo slogan del film proibizionista anti-marijuana The Reefer Madness, “sesso, droga e fremiti a buon mercato”. La Columbia non è d’accordo, quindi il titolo viene condensato in Cheap Thrills.  L’illustrazione definitiva di copertina è fatta dal fumettaro underground di culto Robert Crumb, che in cambio vuole toccare le tette di Janis. Crumb riuscirà nel suo intento a una festa. Testimoni riferiscono che mentre Robert, con i suoi occhiali a fondo di bottiglia e le orecchie a sventola, massaggiava le tette a Janis Joplin, lei continuava a ghignare e a ripetergli: “Oh, tesoro!”

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Nel giugno del ’68 Aretha Franklin descrive Janis sul Time come “la più potente cantante emersa dal rock bianco.” Cheap Thrills viene distribuito ad agosto e raggiunge il primo posto in classifica. Cosa incredibile per l’epoca, vende oltre un milione di copie. Ma, dopo anni di lavoro febbrile ed eccessi, sono tutti esausti e sia la band che Janis iniziano a perdere di mordente e pathos. Janis convoca i Big Brother e annuncia loro di voler continuare la sua carriera da solista. Alcune voci dicono che sia stato Grossman a spingere Janis a sbarazzarsi dei Big Brother, per poter spartire i guadagni con un margine più conveniente.big-brother-and-the-holding-company


I CONFLITTI CON LA STAMPA

Nel 1969 Janis fa un concerto a Memphis che diventa l’evento rock dell’anno. Per il suo rientro, ci sono tutti i giornalisti più importanti e il gruppo che apre lo show sono i Grateful Dead. Con la nuova band, i Kozmic Blues, turnisti molto bravi ma poco uniti a livello empatico, Janis Joplin si esibisce alla festa natalizia della Stax/Volt di Memphis, con un esigente pubblico afroamericano che non le concede quasi nemmeno un applauso. È un fiasco totale, e la stampa inizia a demolirla, in particolare Rolling Stone e Playboy. Janis Joplin ha 26 anni e guadagna 50mila dollari all’anno. È ricca, ma dice di sentirsi più povera di quando viveva per strada. Giù dal palco, deve affrontare il fatto di essere un fallimento dal punto di vista sentimentale: “La sola esperienza relazionale di Janis era quella di darsi corpo e anima al pubblico.” (Ellis Amburn). Rolling Stone la stronca con un articolo intitolato “Janis: la Judy Garland del rock ‘n’ roll?” ma altre testate importanti come il New York Times scrivono ottime recensioni.  Quando, sempre nel ’69, Janis approda a San Francisco per un concerto senza i Big Brother, il pubblico rimane gelido e durante il set qualcuno le ruba la sua iconica Porsche dipinta di colori psichedelici. Secondo James Gurley la rovina professionale di Janis è stata proprio quella di farsi condizionare dai critici musicali blasonati, cercando di compiacerli, di indirizzare la sua carriera in base ai consigli velenosi delle recensioni. “Basava la sua intera strategia sul tentativo di compiacere gli ampollosi critici che se ne stavano lì con l’aria altezzosa a dire: oh, questo non è abbastanza buono.1969-janis


WOODSTOCK

woodstock-photo-at-festival-1969-view-from-the-helicopter-copyright-barry-z-levine-woodstockNel 1969 Janis e la Kozmic Blues Band partecipano all’evento musicale più epocale della storia, Woodstock, che Myra Friedman descrive con queste parole: “La dolcezza dei ragazzi aveva suscitato la buona volontà delle comunità circostanti, che avevano dato una mano a evitare un disastro nazionale. (…) Il secondo giorno era già una piovra mostruosa, fatta di quattrocentomila persone, i cui tentacoli si protendevano a soffocare le strade con folli carovane, per oltre quaranta miglia sulla New York Thruway. Il palco pareva una minutissima macchiolina blu in mezzo a una foresta freak tutta illuminata di fiammelle arancioni, una cintura di asteroidi fatta di joint accesi. (…) Gli elicotteri dell’esercito sorvolavano la zona; la fattoria di Max Jasgur ricordava l’immagine di un delta vietnamita in stato di assedio. Le condizioni erano assolutamente abominevoli e la pace che regnava nonostante tutto era effettivamente impressionante.”

Janis è molto provata dalle sue dipendenze, e la sua performance non è certo strabiliante.

Janis Joplin at Woodstock no publication after December 31, 2009


 

ULTIMO ANNO E MEZZO

janis_joplinNuovamente a New York, dopo aver partecipato all’Ed Sullivan Show, Janis e i suoi musicisti vanno al Max’s Kansas City, dove parlano con Warhol, Edie Sedgwick e Salvador Dalì. La cameriera che li serve è Debbie Harry, la futura Blondie.

Janis sembra risollevarsi un po’ dalla cattiva sorte con un tour europeo trionfale. Viene invitata a casa da George Harrison. La stilista e amica Linda Gravenites, stufa del fatto che Janis e il suo entourage si trovino sempre a un passo dalla morte per overdose, decide di rimanere in Inghilterra, per fare un giubbotto psichedelico fatto a mano per il chitarrista dei Beatles, che dall’alto della sua fama la paga una miseria.

All’inizio del 1970 Janis licenzia la Kozmic Blues Band e ricomincia ad esibirsi in maniera informale con i Big Brother, che nonostante tutto la riaccolgono a braccia aperte. Ma non ha nessuna intenzione di rimettersi con loro. Quando i Big Brother assumono una cantante donna, Janis si presenta al loro concerto a fare casino, perché è gelosa. Ma poi la Joplin riesce finalmente a mettere insieme una band eccezionale, la Full-Tilt Boogie Band, composta da “superbi musicisti professionisti.”, che la accompagneranno nel suo capolavoro, Pearl. Kris Kristofferson compone l’immortale Me and Bobby McGee. La nuova band di Janis esordisce a una festa degli Hell’s Angels, con più di 2300 persone. Pearl viene prodotto da Paul Rothchild, che aveva prodotto anche il disco omonimo dei Doors. Viene registrato ai mitici Sunset Sound di Los Angeles. Janis fa un concerto a sorpresa ad Austin, per il compleanno del proprietario del Threadgrill, dove aveva iniziato ad esibirsi agli inizi della carriera. Jack Jackson, che aveva fatto le prime incisioni, ricorda: “Era ancora capace di scoppiare nella sua risata viscerale, ma era cambiata. Al Ghetto, era stata uno spirito inquieto, una persona sempre di buon umore e di inossidabile entusiasmo. Adesso aveva un che di cinico, frenetico. Isolata dalle persone che avrebbero potuto aiutarla, circondata da ruffiani, aveva completamente perso il contatto con la realtà.”

Il 12 agosto del 1970 Janis tiene il suo ultimo concerto, all’Harvard Stadium. Fa un’apparizione pubblica e una conferenza stampa a Port Arthur, la sua città natale. Trascorre le sue ultime sei settimane a Los Angeles, a incidere Pearl, che uscirà postumo e privo della traccia vocale in una canzone, dal titolo profetico Buried Alive In The Blues.

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PERDERE IL CONTATTO CON LA REALTA’

janis-joplin-by-richard-avedon-for-vogue-us-may-1968Gli ultimi due anni, Janis assiste a un progressivo declino dell’affluenza alle sue esibizioni live, dovuto a una serie di fattori, da un lato impresari incapaci che non fanno la debita pubblicità oppure fissano due date lo stesso giorno, dall’altro la fobia crescente dei proprietari dei locali nei suoi confronti, per le oscenità che dice sul palco e per il suo costante fomentare il pubblico a ballare e invadere la scena. In realtà è l’ambiente generale del rock che si è deteriorato, tanto che al festival di Altamont ci scappano quattro morti.

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Temeva di ridursi a cantare nelle bettole del Texas e a rimorchiare i ragazzini per soldi come facevano le vecchie di Skid Row, un quartiere di Los Angeles pieno di barboni e derelitti. Janis aveva un’enorme paura di perdere la popolarità e l’abbraccio orgasmico del pubblico. “Io vivo per i concerti. È l’unico momento in cui mi sento veramente viva.”, aveva dichiarato. D’altra parte, Janis Joplin avrebbe voluto ritirarsi perché non riusciva più a star dietro al suo sfrenato doppio pubblico, Pearl, la sballona con le piume in testa e gli occhialetti psichedelici che si droga, beve, scopa e fa festa 24h su 24.

janisjoplinNegli ultimi periodi della sua vita, Janis Joplin aveva anche il rigetto per la controcultura, che esprime nei confronti dei Grateful Dead, vendendoli come esponenti di quello che chiamava ‘lavaggio del cervello hippy’: “Non vedo in cosa si siano dimostrati migliori. Sono degli impostori, loro e tutta la loro fottuta cultura. Passano il tempo a lamentarsi di come i genitori gli hanno fatto il lavaggio del cervello e intanto si comportano esattamente allo stesso modo. Non ho mai parlato con uno solo di loro che tollerasse una maniera di vivere diversa dalla propria. Ho la nausea, ho la nausea di loro, di tutto quello che pensano e di tutte le loro fottute prediche! Sembra che nessuno impari mai niente.”

Al di là delle (false) ideologie di facciata, pace e amore piuttosto che distruzione piuttosto che adorazione del demonio piuttosto che difesa del territorio, le subculture si assomigliano tutte, e Janis lo aveva già capito.

Durante tutta la sua carriera, Janis Joplin ha sempre espresso una grande insicurezza non solo riguardo al suo aspetto fisico, ma anche rispetto alle sue doti artistiche. Era in costante ricerca di rassicurazioni, chiedeva in continuazione se aveva fatto bene il tal urlo durante il concerto. Negli ultimi periodi era convinta che l’alcol e le droghe le stessero rovinando il poco di voce che a suo dire le era rimasto, cosa che le strabilianti performance dal vivo smentiscono. Janis aveva sempre pensato di non saper cantare, e questo è quanto intendiamo con perdere il contatto con la realtà.

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_Fine Prima Parte_

_Nella seconda parte di quest’articolo andremo a vedere come si rapportava Janis Joplin al sesso, alle droghe, il suo stile di abbigliamento e i suoi lati oscuri_ STAY TUNED_


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Bibliografia

Ellis Amburn, Cercando un uomo da amare. Le passioni e le ossessioni di Janis Joplin. Rockbooks Gammalibri, Kaos Edizioni 1993.

Myra Friedman, Janis Joplin. Morire di blues, Arcana, 1988.

Betty Shapiro, Janis Joplin. La vita, le canzoni, la morte, Blues Brothers Edizioni, 1996.

Barry Miles, Hippy. Miti, musica, cultura e grafica della generazione dei figli dei fiori, Logos, 2006.


 

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