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Gomorra _ Regia di Mario Gelardi

L’ansia di visibilità è l’unico tratto per cui la camorra diverge dai valori imperanti.

Come tutti i vampiri, la camorra ha orrore del suo riflesso. Saviano ha contribuito a rappresentarla per ben tre volte, con tre media diversi.

Lo spettacolo teatrale di Gomorra viene prima del libro, prima del caso letterario, prima dell’oscuro film di Garrone. L’autore vi compare come protagonista. È la voce dissonante, la vittima seriale, il testimone. Nelle versioni successive la sua presenza diventerà sempre più rarefatta, prima mimetizzandosi come punto focale del saggio, e poi scomparendo definitivamente nell’adattamento filmico. Il testo teatrale condensa la tesi del libro sul potere occulto e sconfinato del Sistema-camorra, nell’arringa iniziale, e comprime le mille storie che vi sono contenute in sei personaggi, che rappresentano tutte le categorie sociali e psicologiche di chi vive nella zona di guerra di Secondigliano. Un arcobaleno di gradazioni etiche, oscillante fra positivo e negativo, configurato in coppie dialettiche. C’è Pikatchu, voce rauca e fisicità animale, la bestia. Sguazza nella violenza, gode della paura, vuole fare carriera come killer, poi diventare boss, e infine morire come muoiono i veri uomini, “morire ammazzato”. L’ultima sua azione in scena è un pianto incontrollabile, per l’amico morto. Kit Kat è il suo doppio più dolce, più morbido (anche nei gesti), non ha la stoffa dello spacciatore, lo fa come alternativa alla disoccupazione. I due piccoli soldati saltano come scimmie fra le impalcature edilizie della scenografia, metafora visiva del potere del Sistema, che nasce e si sviluppa dal cemento. Pasquale è l’emblema di come la camorra distrugga i talenti delle persone. Mariano di come l’ignavia possa trasformarsi in connivenza, poi in un culto fallico delle armi, e infine in delirio di onnipotenza. Ma il vero campione dell’azienda camorristica è lo stakeholder. Amorale, arrogante, laureato, trae enormi profitti avvelenando la sua terra con rifiuti tossici. L’unica risorsa da contrapporgli è la conoscenza, quella che sceglie di essere inalienabile, condivisa, rivelatrice. La sola arma concessa contro la barbarie. In cartellone alle Passioni fino al 18 gennaio.

Pubblicato il 18 gennaio 2009 su L’Informazione Download pdf

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