{"id":9588,"date":"2015-10-27T23:17:18","date_gmt":"2015-10-27T23:17:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.kainowska.com\/sito\/?p=9588"},"modified":"2023-10-22T21:59:06","modified_gmt":"2023-10-22T21:59:06","slug":"dziady-___-la-festa-dei-morti-polacca-la-subcultura-dei-mendicanti-erranti-della-polonia-contadina-e-le-creature-soprannaturali-slave","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/dziady-___-la-festa-dei-morti-polacca-la-subcultura-dei-mendicanti-erranti-della-polonia-contadina-e-le-creature-soprannaturali-slave\/","title":{"rendered":"DZIADY ___ La Festa dei Morti polacca, la subcultura dei mendicanti erranti della Polonia contadina e le creature soprannaturali slave"},"content":{"rendered":"<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/POCZ_U_4144-2-e1445987464231.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-large wp-image-9672\" src=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/POCZ_U_4144-2-1024x682.jpg\" alt=\"Dziady di Adam Mickiewicz, cartolina di Konstaty Gorski\" width=\"1024\" height=\"682\" \/><\/a><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Polonia, nonostante il cattolicesimo imperante, ha un\u2019immane tradizione folklorica relativa a creature soprannaturali, demoni e ritornanti. Oltre a ci\u00f2, in Polonia c\u2019\u00e8 un antico apparato di credenze e rituali per celebrare la <strong>festa dei morti,<\/strong> un vero e proprio <strong>Halloween di area slava<\/strong> documentato fino al XIX Secolo e denominato <strong>Dziady<\/strong>. La festa dei Dziady presenta caratteristiche di autonomia fideistica e cultuale rispetto alle altre tradizioni simili a livello europeo e mondiale. La credenza di un giorno in cui i morti tornano nel mondo dei vivi \u00e8 transculturale, si ritrova in una miriade di luoghi diversi, fra cui l\u2019Europa celtica e i paesi anglofoni odierni, l\u2019Antica Roma, il Giappone, il Sudamerica precolombiano e contemporaneo. A uno sguardo generale su queste leggende e sulle relative usanze abbiamo gi\u00e0 dedicato<span style=\"color: #ff6600;\"><a style=\"color: #ff6600;\" href=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/?p=2826\"> questo articolo<\/a><\/span>.<a href=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/1024px-2009dzi002-2.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-large wp-image-9590\" src=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/1024px-2009dzi002-2-1024x698.jpg\" alt=\"Dziady 2009, RKP, Chram Mazowiecki\" width=\"1024\" height=\"698\" srcset=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/1024px-2009dzi002-2.jpg 1024w, https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/1024px-2009dzi002-2-300x204.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a>La festa dei Dziady \u00e8 stata celebrata per millenni nelle campagne polacche, ma anche in altre zone di area slava come la <strong>Bielorussia<\/strong>, l\u2019<strong>Ucraina<\/strong>, la <strong>Lituania<\/strong>, la <strong>Russia<\/strong> e la <strong>Curladia<\/strong>, ovvero una parte dell\u2019attuale Lettonia. \u00c8 una tradizione antica che proviene dai proto-Slavi e dai Balti. Gli <strong>Slavi<\/strong> avevano non una, ma <strong>tre<\/strong> o addirittura <strong>sei feste dei morti nel corso dell\u2019anno<\/strong>, a seconda dell\u2019area. Le pi\u00f9 importanti erano il <strong>due di maggio <\/strong>e nella notte fra il <strong>31<\/strong> <strong>ottobre e il primo novembre.<\/strong> L\u2019idea centrale di questa festa \u00e8 che i morti non siano del tutto morti, ma che possano tornare fra i vivi almeno in periodi prestabiliti dell\u2019anno, e che sia necessario adempiere ad una serie di atti propedeutici per propiziare un loro felice ritorno. Questi riti partono fin dalle primissime fasi della morte.<a href=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/dd-mickiewicz_-_dziady_czesc_iv_-_rys-_czeslawa_jankowskiego.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-9658\" src=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/dd-mickiewicz_-_dziady_czesc_iv_-_rys-_czeslawa_jankowskiego.jpg\" alt=\"dd-mickiewicz_-_dziady_czesc_iv_-_rys-_czeslawa_jankowskiego\" width=\"683\" height=\"1023\" srcset=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/dd-mickiewicz_-_dziady_czesc_iv_-_rys-_czeslawa_jankowskiego.jpg 683w, https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/dd-mickiewicz_-_dziady_czesc_iv_-_rys-_czeslawa_jankowskiego-200x300.jpg 200w\" sizes=\"(max-width: 683px) 100vw, 683px\" \/><\/a>In effetti, oltre che funzionali all\u2019<strong>elaborazione del lutto <\/strong>di chi resta, i riti funebri sono anche <strong>rituali di iniziazione per i morti<\/strong>, in cui il corpo del defunto viene lavato e preparato a una nuova fase della sua esistenza, quella oltremondana. Nella Polonia della civilt\u00e0 contadina, per secoli, erano prescritte una <strong>serie di pratiche <\/strong>per evitare che il morto seppellito da poco <strong>tornasse subito nel mondo dei vivi<\/strong>. Per questo motivo spesso i morti venivano sepolti <strong>senza<\/strong> <strong>scarpe<\/strong>, con l\u2019eccezione delle <strong>giovani madri<\/strong>, alle quali le scarpe venivano lasciate di modo che potessero percorrere agevolmente la strada dal cimitero alla loro casa, per occuparsi dei loro piccoli orfani. <a href=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Wilhelm-Kotarbi\u0144ski-Anio\u0142-na-cmentarzu-Angel-in-a-Cemetery.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-large wp-image-9591\" src=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Wilhelm-Kotarbi\u0144ski-Anio\u0142-na-cmentarzu-Angel-in-a-Cemetery-616x1024.jpg\" alt=\"Wilhelm Kotarbi\u0144ski - Anio\u0142 na cmentarzu (Angel in a Cemetery)\" width=\"616\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Wilhelm-Kotarbi\u0144ski-Anio\u0142-na-cmentarzu-Angel-in-a-Cemetery-616x1024.jpg 616w, https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Wilhelm-Kotarbi\u0144ski-Anio\u0142-na-cmentarzu-Angel-in-a-Cemetery-181x300.jpg 181w, https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Wilhelm-Kotarbi\u0144ski-Anio\u0142-na-cmentarzu-Angel-in-a-Cemetery.jpg 722w\" sizes=\"(max-width: 616px) 100vw, 616px\" \/><\/a>La vita dopo la morte non era ritenuta granch\u00e8 diversa da quella prima, e si credeva che i morti adempissero alle stesse funzioni dei vivi, che avessero le stesse esigenze e gli stessi bisogni. C\u2019erano delle usanze funebri peculiari che rivelano l\u2019aderenza a queste credenze. Ad esempio, nelle bare dei morti venivano messi degli <strong>oggetti consoni al loro status<\/strong>: i bambini avevano i loro <strong>giocattoli<\/strong>, gli studenti si portavano nell\u2019aldil\u00e0 i loro amati <strong>libri<\/strong>, gli uomini ricevevano per il viaggio del <strong>tabacco<\/strong>, le donne incinte si portavano il <strong>corredino per il loro nascituro<\/strong>, i pescatori non erano pronti per partire se qualcuno non aveva messo nella bara le loro <strong>reti<\/strong>. Anche gli ubriaconi venivano onorati con tutti i crismi, e nelle loro bare si metteva una bottiglia di <strong>vodka<\/strong>. <a href=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/vodka-expecto-patronum.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-9659\" src=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/vodka-expecto-patronum.jpg\" alt=\"vodka expecto patronum\" width=\"449\" height=\"565\" srcset=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/vodka-expecto-patronum.jpg 449w, https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/vodka-expecto-patronum-238x300.jpg 238w\" sizes=\"(max-width: 449px) 100vw, 449px\" \/><\/a>Era assolutamente prescritto di porre nella bara tutti gli oggetti che potevano servire al morto, altrimenti, per la festa dei Dziady, il defunto sarebbe tornato a reclamarli. Una volta pacificato nelle sue esigenze, sarebbe potuto tornare per fare cose pi\u00f9 utili, come ad esempio per rivelare dove aveva nascosto dei soldi, o per chiedere perdono per qualcosa che aveva fatto da vivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Cimitero-Rotunda-Beskid-Niski-via-bialczynski-wordpress-2.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-9592\" src=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Cimitero-Rotunda-Beskid-Niski-via-bialczynski-wordpress-2.jpg\" alt=\"Cimitero Rotunda, Beskid Niski, via bialczynski wordpress-2\" width=\"347\" height=\"520\" srcset=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Cimitero-Rotunda-Beskid-Niski-via-bialczynski-wordpress-2.jpg 347w, https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Cimitero-Rotunda-Beskid-Niski-via-bialczynski-wordpress-2-200x300.jpg 200w\" sizes=\"(max-width: 347px) 100vw, 347px\" \/><\/a>La parola <em>dziady<\/em> (pronuncia gi\u00e0de) ha molteplici significati, Piotr Grochowski ne segnala addirittura cinquantasette. Il primo e il pi\u00f9 importante \u00e8 quello di \u201ci<strong> Vecchi<\/strong>\u201d, nel senso degli <strong>Antenati<\/strong>. \u201cMoje dziady i pradziady\u201d vuol dire letteralmente \u201ci miei nonni e bisnonni\u201d e indica la linea ascendente della propria genealogia. Per indicare propriamente i nonni, si usa piuttosto il diminutivo \u201c<em>dziadki<\/em>\u201d. La parola <em>dziady<\/em> ha un significato spostato rispetto a nonni, pi\u00f9 profondo ed epico, perch\u00e9 indica gli <strong>antenati morti, <\/strong>gli<strong> avi<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma <em>dziad<\/em>, oltre che \u201cvecchio\u201d, significa anche \u201c<strong>pezzente<\/strong>\u201d, \u201c<strong>mendicante<\/strong>\u201d. Nella civilt\u00e0 contadina polacca si riteneva che spesso i propri antenati venissero a bussare alla porta di casa sotto forma di <strong>sconosciuti questuanti<\/strong>, e che pertanto bisognasse trattare i mendicanti con dignit\u00e0 e rispetto. Si riteneva che i mendicanti avessero <strong>contatti privilegiati con l\u2019Aldil\u00e0<\/strong>, forse per il loro essere <strong>costantemente esposti<\/strong> al <strong>rischio di morte<\/strong> per inedia o freddo. Inoltre i mendicanti, viaggiando da un luogo all\u2019altro, avevano una <strong>natura erratica<\/strong> omologa a quella degli <strong>spiriti<\/strong>.<a href=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/louis-boulanger-Les-Fant\u00f4mes-1829.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-9636\" src=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/louis-boulanger-Les-Fant\u00f4mes-1829.jpg\" alt=\"louis boulanger, Les Fant\u00f4mes, 1829\" width=\"540\" height=\"652\" srcset=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/louis-boulanger-Les-Fant\u00f4mes-1829.jpg 540w, https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/louis-boulanger-Les-Fant\u00f4mes-1829-248x300.jpg 248w\" sizes=\"(max-width: 540px) 100vw, 540px\" \/><\/a>Oltre a ci\u00f2, secondo Poniatowski, la parola <em>dziady<\/em> poteva indicare anche una serie di <strong>creature soprannaturali<\/strong>. Altre accezioni della parola possono designare <strong>l\u2019ultima fascina di grano del raccolto.<\/strong> Ma in qualche modo tutto ci\u00f2 ha a che fare con l\u2019idea della <strong>morte<\/strong>. Nel corso dell\u2019articolo vedremo in che modo.<a href=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/pejzaz_z_kosciolkiem.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-9637\" src=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/pejzaz_z_kosciolkiem.jpg\" alt=\"pejzaz_z_kosciolkiem\" width=\"600\" height=\"418\" srcset=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/pejzaz_z_kosciolkiem.jpg 600w, https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/pejzaz_z_kosciolkiem-300x209.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/a><\/p>\n<hr \/>\n<h1 style=\"text-align: center;\">I MORTI<\/h1>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Forefathers-Eve-Dziady-Czerniawski-Jerzy-Polish-Poster.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-9610 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Forefathers-Eve-Dziady-Czerniawski-Jerzy-Polish-Poster.jpg\" alt=\"SONY DSC\" width=\"404\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Forefathers-Eve-Dziady-Czerniawski-Jerzy-Polish-Poster.jpg 404w, https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Forefathers-Eve-Dziady-Czerniawski-Jerzy-Polish-Poster-202x300.jpg 202w\" sizes=\"(max-width: 404px) 100vw, 404px\" \/><\/a>I <em>Dziady<\/em> in quanto spiriti degli antenati tornavano soprattutto durante la notte fra il 31 ottobre e il primo novembre, e durante questo periodo bisognava osservare una <strong>serie di tab\u00f9<\/strong> per permettere che l\u2019andata e il ritorno dei morti avvenisse senza intoppi e soprattutto che i morti ritenessero la visita presso i vivi soddisfacente. Nonostante ci fossero scambi di doni fra i vivi e i morti, la <strong>potenza della morte<\/strong> era ritenuta qualcosa di <strong>indomabile<\/strong> e <strong>completamente altro<\/strong> rispetto alla vita. I morti andavano ospitati e rispettati per le feste loro preposte ma erano comunque una <strong>presenza pericolosa e destabilizzante<\/strong>. I rapporti fra le due fazioni quindi, fra i vivi e i morti, erano strettamente regolamentate, per non rischiare di scatenare l\u2019ira dei defunti.<a href=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Ilustracja-do-dramatu-pt.-Dziady-cz\u0119\u015b\u0107-II-rys.-Czes\u0142aw-Jankowski.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-large wp-image-9619\" src=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Ilustracja-do-dramatu-pt.-Dziady-cz\u0119\u015b\u0107-II-rys.-Czes\u0142aw-Jankowski-630x1024.jpg\" alt=\"Ilustracja do dramatu pt. Dziady cz\u0119\u015b\u0107 II, rys. Czes\u0142aw Jankowski\" width=\"630\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Ilustracja-do-dramatu-pt.-Dziady-cz\u0119\u015b\u0107-II-rys.-Czes\u0142aw-Jankowski-630x1024.jpg 630w, https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Ilustracja-do-dramatu-pt.-Dziady-cz\u0119\u015b\u0107-II-rys.-Czes\u0142aw-Jankowski-185x300.jpg 185w, https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Ilustracja-do-dramatu-pt.-Dziady-cz\u0119\u015b\u0107-II-rys.-Czes\u0142aw-Jankowski.jpg 740w\" sizes=\"(max-width: 630px) 100vw, 630px\" \/><\/a>Era necessario tenere <strong>usci e finestre accostati<\/strong>, per favorire la loro entrata. Era proibito <strong>buttare l\u2019acqua sporca<\/strong> fuori dalla finestra, per evitare di centrare in testa l\u2019anima di qualche antenato. Non si poteva <strong>cucire<\/strong>, n\u00e9 filare o tessere, perch\u00e9 lo spirito di qualcuno poteva rimanere imprigionato nei punti o nella trama dell\u2019ordito. <a href=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/ricamo-raffigurante-lantica-dea-slava-Mokosz-divinit\u00e0-della-terra-della-morte-degli-intrecci.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-9660\" src=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/ricamo-raffigurante-lantica-dea-slava-Mokosz-divinit\u00e0-della-terra-della-morte-degli-intrecci.jpg\" alt=\"ricamo raffigurante l'antica dea slava Mokosz, divinit\u00e0 della terra, della morte, degli intrecci\" width=\"390\" height=\"501\" srcset=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/ricamo-raffigurante-lantica-dea-slava-Mokosz-divinit\u00e0-della-terra-della-morte-degli-intrecci.jpg 390w, https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/ricamo-raffigurante-lantica-dea-slava-Mokosz-divinit\u00e0-della-terra-della-morte-degli-intrecci-234x300.jpg 234w\" sizes=\"(max-width: 390px) 100vw, 390px\" \/><\/a>A <strong>tavola<\/strong> era necessario comportarsi non troppo rumorosamente, e non ci si poteva alzare di scatto, per non spaventare i <em>Dziady<\/em>. Non si poteva neppure <strong>accendere il fuoco nel camino<\/strong>, perch\u00e9 spesso le anime passavano proprio per la via tradizionale da cui entra Babbo Natale. <a href=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Maksymilian-Gierymski-Jesie\u0144-w-miasteczku-1868-r.-olej-p\u0142\u00f3tno-dublowane-325-x-435-cm-fot.-DESA-Unicum..jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-9620\" src=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Maksymilian-Gierymski-Jesie\u0144-w-miasteczku-1868-r.-olej-p\u0142\u00f3tno-dublowane-325-x-435-cm-fot.-DESA-Unicum..jpg\" alt=\"Maksymilian Gierymski, Jesie\u0144 w miasteczku, 1868 r., olej, p\u0142\u00f3tno dublowane, 32,5 x 43,5 cm, fot. DESA Unicum.\" width=\"620\" height=\"456\" srcset=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Maksymilian-Gierymski-Jesie\u0144-w-miasteczku-1868-r.-olej-p\u0142\u00f3tno-dublowane-325-x-435-cm-fot.-DESA-Unicum..jpg 620w, https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Maksymilian-Gierymski-Jesie\u0144-w-miasteczku-1868-r.-olej-p\u0142\u00f3tno-dublowane-325-x-435-cm-fot.-DESA-Unicum.-300x221.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a>Bisognava limitare al minimo i <strong>lavori nei campi,<\/strong> perch\u00e9 i campi quel giorno si riempivano di spiriti. Per i <em>Zaduszki<\/em> (il due novembre) non si poteva s<strong>tirare con la pressa<\/strong>, fare il <strong>burro<\/strong>, qualsiasi cosa che potesse schiacciare o imprigionare da qualche parte un\u2019entit\u00e0 immateriale.<a href=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/an-Holewi\u0144ski-Polish-1871-1927-\u201cW-Zaduszny-Dzie\u0144\u201d-During-the-Zaduszki-All-Souls-Day-in-Poland.-Copy-of-the-painting-published-in-\u201cW\u0119drowiec\u201d-magazine-1899.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-9661\" src=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/an-Holewi\u0144ski-Polish-1871-1927-\u201cW-Zaduszny-Dzie\u0144\u201d-During-the-Zaduszki-All-Souls-Day-in-Poland.-Copy-of-the-painting-published-in-\u201cW\u0119drowiec\u201d-magazine-1899.jpg\" alt=\"Jan Holewi\u0144ski (Polish, 1871-1927), \u201cW Zaduszny Dzie\u0144\u201d (During the Zaduszki - All Souls Day in Poland). Copy of the painting published in \u201cW\u0119drowiec\u201d magazine, 1899\" width=\"700\" height=\"842\" srcset=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/an-Holewi\u0144ski-Polish-1871-1927-\u201cW-Zaduszny-Dzie\u0144\u201d-During-the-Zaduszki-All-Souls-Day-in-Poland.-Copy-of-the-painting-published-in-\u201cW\u0119drowiec\u201d-magazine-1899.jpg 700w, https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/an-Holewi\u0144ski-Polish-1871-1927-\u201cW-Zaduszny-Dzie\u0144\u201d-During-the-Zaduszki-All-Souls-Day-in-Poland.-Copy-of-the-painting-published-in-\u201cW\u0119drowiec\u201d-magazine-1899-249x300.jpg 249w\" sizes=\"(max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/a>Oltre a queste prescrizioni, era necessario fare tutto quello che si fa quando arrivano degli <strong>ospiti<\/strong>, quindi <strong>rifocillarli<\/strong>, <strong>scaldarli<\/strong>, offrire loro la possibilit\u00e0 di rilassarsi facendo un <strong>bagno<\/strong> o una sauna.<a href=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/via-la-minutedeco-2.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-9635\" src=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/via-la-minutedeco-2.jpg\" alt=\"via la minutedeco-2\" width=\"464\" height=\"640\" srcset=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/via-la-minutedeco-2.jpg 464w, https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/via-la-minutedeco-2-218x300.jpg 218w\" sizes=\"(max-width: 464px) 100vw, 464px\" \/><\/a>Il cibo che veniva offerto era <strong>cibo rituale.<\/strong> Le <strong>uova<\/strong>, simbolo di rinascita, erano gradite, assieme all\u2019<strong>orzo<\/strong>, che costituiva la base di carboidrati della dieta contadina mitteleuropea. Il <strong>miele<\/strong>, che in molte culture \u00e8 alimento o libagione delle divinit\u00e0, era molto apprezzato. Poi c\u2019era un piatto tipico della cucina slava, la <strong><em>kutia<\/em><\/strong>, una bomba di nutrienti, proteine e zucchero a base di semi di zucca, uvetta, grano, semi di papavero, miele, noci, arancia candita, e talvolta latte o panna. <a href=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Kutia-poppy-seed-via-sbs.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-9621\" src=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Kutia-poppy-seed-via-sbs.jpg\" alt=\"Kutia-(poppy-seed, via sbs\" width=\"704\" height=\"396\" srcset=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Kutia-poppy-seed-via-sbs.jpg 704w, https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Kutia-poppy-seed-via-sbs-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Kutia-poppy-seed-via-sbs-500x280.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 704px) 100vw, 704px\" \/><\/a>Oltre ai dolcificanti, la <em>kutia<\/em> \u00e8 formata principalmente di <strong>semi<\/strong>. Il seme \u00e8 legato alla <strong>simbologia precristiana della morte,<\/strong> che implica sempre e necessariamente l\u2019idea della rinascita. Il seme rappresenta il defunto seppellito nella terra, pronto a trasformarsi in altra vita. Il frutto che lega Persefone all\u2019Ade, il regno dei morti, \u00e8 un melograno, proprio per il suo essere pieno di semi. Il <strong>papavero<\/strong> in particolar modo \u00e8 legato al <strong>sonno<\/strong>, Hypnos, fratello di Thanatos. <a href=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Polish-matchbox-label-via-Jane-McDevitt-flickr.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-9593\" src=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Polish-matchbox-label-via-Jane-McDevitt-flickr.jpg\" alt=\"Polish matchbox label via Jane McDevitt flickr\" width=\"435\" height=\"640\" srcset=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Polish-matchbox-label-via-Jane-McDevitt-flickr.jpg 435w, https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Polish-matchbox-label-via-Jane-McDevitt-flickr-204x300.jpg 204w\" sizes=\"(max-width: 435px) 100vw, 435px\" \/><\/a>I prodotti caseari erano molto importanti; se non fossero stati offerti ai Dziady le mucche \u201csi sarebbero seccate\u201d. E poi, chiaramente, per un\u2019ospitalit\u00e0 est-europea degna di questo nome, non poteva mancare la <strong>vodka<\/strong>. <a href=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/zubrowka.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-9662\" src=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/zubrowka.jpg\" alt=\"zubrowka\" width=\"236\" height=\"279\" \/><\/a>Durante i pasti in occasione delle feste dei morti era usanza <strong>rovesciare<\/strong> o <strong>versare<\/strong> parte dei cibi per gli spiriti. Un altro modo per adempiere a quest\u2019usanza era di dare il cibo rituale, o il cibo preferito dai propri defunti pi\u00f9 prossimi, ai mendicanti erranti. Nelle zone di <strong>Bialystok<\/strong> e nel voivodato della <strong>Podlachia<\/strong> ancora si usa portare piccole offerte di cibo sulle tombe, nei giorni compresi fra il primo e il due novembre. Nella <strong>Bielorussia<\/strong> il cibo spesso veniva affumicato con della resina raccolta nei formicai per la <strong>festa di San Giovanni<\/strong>. <a href=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/LA-SAINT-JEAN-1875-By-Jules-Breton.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-9594\" src=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/LA-SAINT-JEAN-1875-By-Jules-Breton.jpg\" alt=\"LA SAINT-JEAN, 1875 By Jules Breton\" width=\"500\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/LA-SAINT-JEAN-1875-By-Jules-Breton.jpg 500w, https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/LA-SAINT-JEAN-1875-By-Jules-Breton-300x240.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a>Il tavolo doveva essere rivestito con una <strong>tovaglia bianca lavata di fresco<\/strong> e illuminato con <strong>candele<\/strong> di produzione casalinga. Dopo aver recitato le preghiere, il capofamiglia si metteva sulla soglia della casa e recitava delle formule di invito: \u201c<em>O Dziady, vi invitiamo, venite, volate verso di noi, mangiate e bevete ci\u00f2 che il buon Dio ci ha dato. Vi stiamo offrendo il cibo migliore che abbiamo in casa. Prego, prego!\u201d<\/em> Poi ci si sedeva tutti al tavolo, ma in modo che ogni commensale fosse distante dall\u2019altro, perch\u00e9 vicino ad ogni vivo si doveva sedere un morto. Per prima cosa, si beveva la vodka. Ogni bevuta e ogni portata andava a finire per met\u00e0 nel bicchiere e nella scodella dei morti. Il pasto era consumato in un <strong>clima cupo<\/strong>. <a href=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/\u0414\u0435\u0434\u044b-2.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-9595\" src=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/\u0414\u0435\u0434\u044b-2.jpg\" alt=\"\u0414\u0435\u0434\u044b-2\" width=\"500\" height=\"336\" srcset=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/\u0414\u0435\u0434\u044b-2.jpg 500w, https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/\u0414\u0435\u0434\u044b-2-300x202.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a>Alla fine c\u2019era la formula di saluto rituale: \u201c<em>O Dziady, mangiare avete mangiato, bere avete bevuto. Ciao ed ave a voi. Diteci, vi serve qualcosa? Ma meglio ancora, volate, volatevene in cielo. Via! Via! Via!<\/em>\u201d. Tutti gli avanzi venivano lasciati sul tavolo fino al giorno dopo e le porte si lasciavano accostate fino al canto del gallo.<a href=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/gallo-1-segnalibro-di-cworka-2.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-9596 size-full\" src=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/gallo-1-segnalibro-di-cworka-2-e1445811417810.jpg\" alt=\"gallo 1, segnalibro di cworka-2\" width=\"707\" height=\"787\" srcset=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/gallo-1-segnalibro-di-cworka-2-e1445811417810.jpg 707w, https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/gallo-1-segnalibro-di-cworka-2-e1445811417810-270x300.jpg 270w\" sizes=\"(max-width: 707px) 100vw, 707px\" \/><\/a>Altrimenti, la <strong>festa<\/strong> poteva essere <strong>organizzata direttamente al cimitero,<\/strong> e in quel caso le cose avevano un altro tipo di atmosfera, molto meno lugubre, pi\u00f9 festosa.<a href=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/banchetto-sopra-la-bara-al-cimitero-voivodato-di-Huculszcyzna-anni-Venti-del-XX-secolo-via-dziady-di-piotr-grochowski-edizioni-paralele-21-e1445821764649.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-9630 size-full\" src=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/banchetto-sopra-la-bara-al-cimitero-voivodato-di-Huculszcyzna-anni-Venti-del-XX-secolo-via-dziady-di-piotr-grochowski-edizioni-paralele-21-e1445821764649.jpg\" alt=\"banchetto sopra la bara al cimitero, voivodato di Huculszcyzna, anni Venti del XX secolo, via dziady di piotr grochowski, edizioni paralele-2\" width=\"764\" height=\"527\" \/><\/a> Questi party cimiteriali in Bielorussia erano chiamati <strong><em>radaunice<\/em><\/strong>, e venivano fatti il marted\u00ec successivo al Luned\u00ec dell\u2019Angelo, per cui erano detti anche la <strong>Pasqua dei Morti.<\/strong> Al pomeriggio si portava un sacco di roba da mangiare alla necropoli locale, con uova dipinte di giallo e rosa ed ettolitri di vodka. <a href=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/absolut-death.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-9663 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/absolut-death.jpg\" alt=\"absolut death\" width=\"236\" height=\"378\" srcset=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/absolut-death.jpg 236w, https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/absolut-death-187x300.jpg 187w\" sizes=\"(max-width: 236px) 100vw, 236px\" \/><\/a>Una volta giunti al cimitero, per prima cosa si diceva la messa. Dove non era disponibile un pope, la sua funzione veniva adempiuta dai <strong>mendicanti<\/strong>, che pregavano e cantavano in coro le loro canzoni per i morti. Le donne di tanto in tanto singhiozzavano, e poi via via iniziavano ad urlare, come le <strong>prefiche<\/strong> dell\u2019Italia del sud. Le uova dipinte venivano fatte rotolare sulle tombe dei propri cari e sepolte. Poi il <strong>banchetto<\/strong> veniva apparecchiato dagli anziani, sopra la <strong>tomba<\/strong> di una <strong>persona di riguardo<\/strong>. Gli uomini dovevano stare allegri, mentre alle donne era prescritto di lamentarsi a gran voce anche durante il tragitto verso casa. <a href=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/radaunice-pasqua-dei-morti-voivodato-di-Rzeszow-periodo-fra-le-due-guerre-mondiali-via-dziady-di-piotr-grochowski-edizioni-paralele-2.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-large wp-image-9598\" src=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/radaunice-pasqua-dei-morti-voivodato-di-Rzeszow-periodo-fra-le-due-guerre-mondiali-via-dziady-di-piotr-grochowski-edizioni-paralele-2-1024x676.jpg\" alt=\"radaunice, pasqua dei morti, voivodato di Rzeszow, periodo fra le due guerre mondiali, via dziady di piotr grochowski, edizioni paralele-2\" width=\"1024\" height=\"676\" srcset=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/radaunice-pasqua-dei-morti-voivodato-di-Rzeszow-periodo-fra-le-due-guerre-mondiali-via-dziady-di-piotr-grochowski-edizioni-paralele-2-1024x676.jpg 1024w, https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/radaunice-pasqua-dei-morti-voivodato-di-Rzeszow-periodo-fra-le-due-guerre-mondiali-via-dziady-di-piotr-grochowski-edizioni-paralele-2-300x198.jpg 300w, https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/radaunice-pasqua-dei-morti-voivodato-di-Rzeszow-periodo-fra-le-due-guerre-mondiali-via-dziady-di-piotr-grochowski-edizioni-paralele-2.jpg 1273w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a>I <em>Dziady<\/em>, oltre che essere rifocillati, dovevano essere <strong>riscaldati<\/strong>, quindi si accendevano dei <strong>fal\u00f2<\/strong>. <a href=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Lesza-\u015al\u0119\u017cy\u0144ska-Dziady-RKP-2008-Pecice-e1445819228845.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-large wp-image-9622\" src=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Lesza-\u015al\u0119\u017cy\u0144ska-Dziady-RKP-2008-Pecice-1024x698.jpg\" alt=\"Lesza \u015al\u0119\u017cy\u0144ska, Dziady, RKP, 2008, Pecice\" width=\"1024\" height=\"698\" \/><\/a>Chi era morto di morte violenta riceveva un trattamento speciale, soprattutto nelle zone limitrofe ai <strong>monti Tatra<\/strong>, che erano infestate da banditi. Tutti coloro che passavano nel luogo in cui era avvenuta la violenza vi dovevano lasciare un pezzo di legno, finch\u00e8 non si formava una <strong>catasta<\/strong>. Questa catasta veniva incendiata proprio per la notte dei Dziady.<a href=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Cemetery-in-Rumia-Poland-during-the-All-Saints\u2019-and-All-Souls\u2019-days-in-Polish-Wszystkich-\u015awi\u0119tych-and-Zaduszki.-Photo-taken-by-fotopstrik.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-large wp-image-9601\" src=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Cemetery-in-Rumia-Poland-during-the-All-Saints\u2019-and-All-Souls\u2019-days-in-Polish-Wszystkich-\u015awi\u0119tych-and-Zaduszki.-Photo-taken-by-fotopstrik-1024x683.jpg\" alt=\"Cemetery in Rumia, Poland during the All Saints\u2019 and All Souls\u2019 days [in Polish Wszystkich \u015awi\u0119tych and Zaduszki]. Photo taken by fotopstrik\" width=\"1024\" height=\"683\" srcset=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Cemetery-in-Rumia-Poland-during-the-All-Saints\u2019-and-All-Souls\u2019-days-in-Polish-Wszystkich-\u015awi\u0119tych-and-Zaduszki.-Photo-taken-by-fotopstrik-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Cemetery-in-Rumia-Poland-during-the-All-Saints\u2019-and-All-Souls\u2019-days-in-Polish-Wszystkich-\u015awi\u0119tych-and-Zaduszki.-Photo-taken-by-fotopstrik-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Cemetery-in-Rumia-Poland-during-the-All-Saints\u2019-and-All-Souls\u2019-days-in-Polish-Wszystkich-\u015awi\u0119tych-and-Zaduszki.-Photo-taken-by-fotopstrik.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a>Le vestigia di questi fal\u00f2 si possono vedere anche ai nostri giorni, nelle <strong><em>znicze<\/em><\/strong>, i variopinti e multiformi ceri che vengono lasciati sulle tombe per il giorno dei morti. <a href=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/fot.W.Drewka.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-9605\" src=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/fot.W.Drewka.jpg\" alt=\"fot.W.Drewka\" width=\"450\" height=\"338\" srcset=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/fot.W.Drewka.jpg 450w, https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/fot.W.Drewka-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 450px) 100vw, 450px\" \/><\/a>A forma di lampada, di urna, di Sacro Cuore, di vetrata policroma, con angeli piangenti o decori floreali, le <em>znicze<\/em> colpiscono per la variet\u00e0 dei loro colori, che vanno dal rosso, al viola, al lilla, al bianco lattescente, all\u2019oro. <a href=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/dziady-11.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-9604\" src=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/dziady-11.jpg\" alt=\"dziady-11\" width=\"600\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/dziady-11.jpg 600w, https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/dziady-11-300x145.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/a>Lo spettacolo di migliaia di <em>znicze<\/em> accese rende i cimiteri polacchi della notte fra il primo e il due di novembre sicuramente degni di una visita, da qualunque parte della barricata vita\/morte si stia. <a href=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Sztuka_dzielenia_wosku_6248770-2.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-9600\" src=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Sztuka_dzielenia_wosku_6248770-2.jpg\" alt=\"Sztuka_dzielenia_wosku_6248770-2\" width=\"625\" height=\"415\" srcset=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Sztuka_dzielenia_wosku_6248770-2.jpg 625w, https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Sztuka_dzielenia_wosku_6248770-2-300x199.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 625px) 100vw, 625px\" \/><\/a>Nella Polonia contemporanea cristiana si celebrano i <strong><em>Zaduszki<\/em><\/strong> (che vuol dire, letteralmente, \u201cper i piccoli spiriti\u201d). Nei <em>Zaduszki<\/em>, l\u2019antica festa contadina dei Dziady si mostra contaminata con il culto cristiano, e viene festeggiata nella tradizionale data del due novembre. L\u2019ibridazione di queste due concezioni della morte, la pre-cristiana e la cristiana, si attua lentamente, a partire dalla Controriforma. Gli Avi ritornanti con le loro richieste e i loro doni vengono gradualmente sostituiti con le <strong>anime del purgatorio,<\/strong> in vacanza per un giorno dal castigo purgatoriale, per cui bisogna pregare e far dire delle messe.<a href=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Rakowicki-Cemetery-in-Krak\u00f3w-Poland-during-the-All-Saints\u2019-and-All-Souls\u2019-days-in-Polish-Wszystkich-\u015awi\u0119tych-and-Zaduszki.-Photo-taken-by-Ann-David.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-large wp-image-9599\" src=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Rakowicki-Cemetery-in-Krak\u00f3w-Poland-during-the-All-Saints\u2019-and-All-Souls\u2019-days-in-Polish-Wszystkich-\u015awi\u0119tych-and-Zaduszki.-Photo-taken-by-Ann-David-1024x681.jpg\" alt=\"Rakowicki Cemetery in Krak\u00f3w, Poland during the All Saints\u2019 and All Souls\u2019 days [in Polish Wszystkich \u015awi\u0119tych and Zaduszki]. Photo taken by Ann &amp; David\" width=\"1024\" height=\"681\" srcset=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Rakowicki-Cemetery-in-Krak\u00f3w-Poland-during-the-All-Saints\u2019-and-All-Souls\u2019-days-in-Polish-Wszystkich-\u015awi\u0119tych-and-Zaduszki.-Photo-taken-by-Ann-David-1024x681.jpg 1024w, https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Rakowicki-Cemetery-in-Krak\u00f3w-Poland-during-the-All-Saints\u2019-and-All-Souls\u2019-days-in-Polish-Wszystkich-\u015awi\u0119tych-and-Zaduszki.-Photo-taken-by-Ann-David-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Rakowicki-Cemetery-in-Krak\u00f3w-Poland-during-the-All-Saints\u2019-and-All-Souls\u2019-days-in-Polish-Wszystkich-\u015awi\u0119tych-and-Zaduszki.-Photo-taken-by-Ann-David.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a>Tornando alle usanze della civilt\u00e0 contadina, in alcune regioni i <em>Dziady<\/em> andavano accolti preparando il <strong>bagno<\/strong> o anche la <strong>sauna<\/strong>. In tutti i casi, il pavimento della stanza preposta ai lavacri veniva cosparso di cenere, per osservare la mattina le tracce lasciate dai ritornanti, per vedere se i <em>Dziady<\/em> \u201cavevano fatto il bucato\u201d.<a href=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/enhanced-buzz-3639-1374760775-4-2.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-9632\" src=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/enhanced-buzz-3639-1374760775-4-2.jpg\" alt=\"sauna rituale\" width=\"300\" height=\"415\" srcset=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/enhanced-buzz-3639-1374760775-4-2.jpg 300w, https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/enhanced-buzz-3639-1374760775-4-2-217x300.jpg 217w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>I vivi dovevano quindi prendersi cura dei morti. Bisognava in generale comportarsi in modo da accattivarsi il favore dei Dziady, perch\u00e9 erano proprio loro a portare <strong>fertilit\u00e0<\/strong> e <strong>benessere<\/strong>. Questo tratto \u00e8 legato alla concezione della morte precristiana, dell\u2019Europa neolitica legata alla terra, che vedeva vita e morte come strettamente collegate e reversibili. La terra \u00e8 la madre dei morti, che riaccoglie il morto-bambino. <a href=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Two-skeletons-a-woman-clutching-a-child-to-her-breast-preserved-in-a-mudflow-in-Tibet-for-4000-years.-Photo-by-Jane-Qiu..jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-9664\" src=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Two-skeletons-a-woman-clutching-a-child-to-her-breast-preserved-in-a-mudflow-in-Tibet-for-4000-years.-Photo-by-Jane-Qiu..jpg\" alt=\"Two skeletons, a woman clutching a child to her breast, preserved in a mudflow in Tibet for 4000 years. Photo by Jane Qiu.\" width=\"540\" height=\"439\" srcset=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Two-skeletons-a-woman-clutching-a-child-to-her-breast-preserved-in-a-mudflow-in-Tibet-for-4000-years.-Photo-by-Jane-Qiu..jpg 540w, https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Two-skeletons-a-woman-clutching-a-child-to-her-breast-preserved-in-a-mudflow-in-Tibet-for-4000-years.-Photo-by-Jane-Qiu.-300x244.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 540px) 100vw, 540px\" \/><\/a>I morti per\u00f2 portano fertilit\u00e0 solo se sono morti da un po\u2019 di tempo; subito dopo la dipartita averli intorno porta sfortuna. Grochowski sostiene che, nelle prime fasi della dipartita, la morte \u00e8 ritenuta contagiosa. Questo finch\u00e8 non vengono svolti tutti i rituali funebri che segnano il passaggio del morto dalla condizione di vivo a quello di avo, di membro dei <em>Dziady<\/em>. Non appena torna nell\u2019utero terrestre, il morto diventa patrono della fertilit\u00e0, garantendo raccolti abbondanti. Chiunque abbia mai seppellito un proprio piccolo animale avr\u00e0 notato come in corrispondenza della sepoltura la vegetazione cresca pi\u00f9 rigogliosa.<a href=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/caitlin-mcCormack.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-large wp-image-9631\" src=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/caitlin-mcCormack-692x1024.jpg\" alt=\"caitlin mcCormack\" width=\"692\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/caitlin-mcCormack-692x1024.jpg 692w, https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/caitlin-mcCormack-203x300.jpg 203w, https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/caitlin-mcCormack.jpg 1014w\" sizes=\"(max-width: 692px) 100vw, 692px\" \/><\/a>Ci sono modi di dire propri del volgo, come \u201cil dziad \u00e8 gi\u00e0 l\u00ec che se lo annusa\u201d, per indicare una persona gravemente malata, oppure \u201cche i dziady ti si portino\u201d. Un po\u2019 come evocare \u201cli mortacci tua\u201d.<a href=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Set-in-an-ornate-reliquary-in-the-Basilica-San-Domenico-in-Siena-is-the-dismembered-mummified-head-of-the-revered-Saint-Catherine-of-Siena-1347-1380..jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-9666\" src=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Set-in-an-ornate-reliquary-in-the-Basilica-San-Domenico-in-Siena-is-the-dismembered-mummified-head-of-the-revered-Saint-Catherine-of-Siena-1347-1380..jpg\" alt=\"Set in an ornate reliquary in the Basilica San Domenico in Siena is the dismembered, mummified head of the revered Saint Catherine of Siena (1347-1380).\" width=\"640\" height=\"1001\" srcset=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Set-in-an-ornate-reliquary-in-the-Basilica-San-Domenico-in-Siena-is-the-dismembered-mummified-head-of-the-revered-Saint-Catherine-of-Siena-1347-1380..jpg 640w, https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Set-in-an-ornate-reliquary-in-the-Basilica-San-Domenico-in-Siena-is-the-dismembered-mummified-head-of-the-revered-Saint-Catherine-of-Siena-1347-1380.-192x300.jpg 192w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/a>Ai tempi pagani, prima della cristianizzazione ad opera di Mieszko I, il primo re della Polonia, la festa dei <em>Dziady<\/em> si chiamava <em>uczta koz\u0142a<\/em>, la <strong>Festa del Capro. <\/strong>La Festa del Capro veniva celebrata dal <strong>Ko\u017alarz o Gu\u015blarz<\/strong>, una figura sciamanica ibrida fra il sacerdote e il poeta, la cui denominazione andr\u00e0 ad indicare nei secoli successivi il mago, lo stregone, l\u2019esperto di erbe ed incantamenti. Ma il Gu\u015blarz era innanzitutto un <strong>poeta,<\/strong>\u00a0 esperto della potente magia della legatura delle parole, capace di versificare per incantare gli astanti. <a href=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Rada-Ni\u021b\u0103-artwork-for-croatian-folk-pagan-black-metal-Zakon-Velesa-e1445811757322.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-large wp-image-9606\" src=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Rada-Ni\u021b\u0103-artwork-for-croatian-folk-pagan-black-metal-Zakon-Velesa-1022x1024.jpg\" alt=\"Rada Ni\u021b\u0103, artwork for croatian folk pagan black metal Zakon Velesa\" width=\"1022\" height=\"1024\" \/><\/a>A proposito di poeti, <strong>Adam Mickiewicz,<\/strong> sommo scrittore annoverato fra i <strong>Tre Bardi<\/strong> della letteratura polacca, alle usanze dei <em>Dziady<\/em> ha dedicato un componimento teatrale. Nella prefazione al testo Mickiewicz scrive che i proprietari terrieri hanno cercato di sradicare questa festa pagana, e per questo motivo per molto tempo la ricorrenza \u00e8 stata celebrava di nascosto, in case abbandonate, vicino ai cimiteri. Le tradizioni dei Dziady erano pi\u00f9 forti e radicate nelle aree di culto ortodosso.<a href=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/dziady-mickiewicz.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-9607 size-full\" src=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/dziady-mickiewicz-e1445811851295.jpg\" alt=\"dziady mickiewicz via satyr pl\" width=\"579\" height=\"844\" srcset=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/dziady-mickiewicz-e1445811851295.jpg 579w, https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/dziady-mickiewicz-e1445811851295-206x300.jpg 206w\" sizes=\"(max-width: 579px) 100vw, 579px\" \/><\/a>In alcune regioni, alla fine della mietitura, l\u2019ultimo grano raccolto veniva legato a formare una sagoma umana, e veniva chiamato <em>dziad<\/em> (singolare di <em>dziady<\/em>). In Slesia questa fascina antropomorfa veniva chiamata \u201cil morto\u201d. Il morto veniva lasciato nei campi, quando non veniva proprio sepolto.<a href=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Dozynki_-_Alfred_Wierusz-Kowalski.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-9624\" src=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Dozynki_-_Alfred_Wierusz-Kowalski.jpg\" alt=\"Dozynki_-_Alfred_Wierusz-Kowalski\" width=\"544\" height=\"357\" srcset=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Dozynki_-_Alfred_Wierusz-Kowalski.jpg 544w, https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Dozynki_-_Alfred_Wierusz-Kowalski-300x197.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 544px) 100vw, 544px\" \/><\/a>Andiamo ora a vedere nello specifico le altre due accezioni della parola Dziady, quella di mendicanti e quella di creature folkloriche soprannaturali, e come queste altre due accezioni si fondano e vadano a completare la prima, quella di spiriti degli antenati.<a href=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Adolf-Dressler.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-large wp-image-9623\" src=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Adolf-Dressler-1024x297.jpg\" alt=\"Adolf Dressler\" width=\"1024\" height=\"297\" srcset=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Adolf-Dressler.jpg 1024w, https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Adolf-Dressler-300x87.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/p>\n<hr \/>\n<h1 style=\"text-align: center;\">I DZIADY COME MENDICANTI<\/h1>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/mendicanti-erranti-vicino-Sandomierz-1897-fot.-Pawlowski-via-dziady-di-piotr-grochowski-edizioni-paralele-e1445811937135.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-large wp-image-9608\" src=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/mendicanti-erranti-vicino-Sandomierz-1897-fot.-Pawlowski-via-dziady-di-piotr-grochowski-edizioni-paralele-1024x624.jpg\" alt=\"mendicanti erranti vicino Sandomierz, 1897, fot. Pawlowski,  via dziady di piotr grochowski, edizioni paralele\" width=\"1024\" height=\"624\" \/><\/a>Prima dei beatnik e dei fricchettoni nomadici, prima dei punk furgonati in giro a suonare e a fare moneta, prima dei dark amanti dei cimiteri, prima dei metallari che cantano di torture-sangue-smembramenti e pi\u00f9 estremi di tutti loro, c\u2019erano i <em>dziady<\/em>, una vera e propria <strong>subcultura<\/strong> di persone unite dalla <strong>somma povert\u00e0,<\/strong> che formavano gruppi di <strong>mendicanti erranti<\/strong> tipici della civilt\u00e0 contadina polacca. A chi andava in bancarotta, o era troppo vecchio e solo per lavorare e mantenersi, conveniva molto di pi\u00f9 \u201candare nei <em>dziady<\/em>\u201d piuttosto che vivere della carit\u00e0 dei propri compaesani. I <em>dziady<\/em> erano creature <strong>misteriose<\/strong>, non si sapeva da dove venissero e dove fossero diretti, si sapeva solo che si spostavano di paese in paese, offrendo vari servizi e adempiendo a varie funzioni sociali e simboliche in cambio dell\u2019elemosina. Il loro aspetto era <strong>pauroso<\/strong>, erano sporchi, puzzolenti, con vestiti che cadevano a pezzi, barbe chilometriche, capelli lunghi ed ingarbugliati, grossi e strani cappelli, mutilazioni vere o presunte in bella vista, le facce atteggiate in smorfie espressioniste, una borsa per spalla, gli scapolari e i rosari ciondolanti e un bastone nodoso ricoperto di pelle di porcospino in mano, per scacciare i cani. C\u2019era un proverbio che diceva \u201cGli vogliono bene come i cani al <em>dziad<\/em>\u201d. Pur essendo considerati figure di alterit\u00e0 radicale, accomunabili a chi non svolgeva mestieri agricoli (come i fabbri, i mugnai, i musicisti, spesso sospettati di commercio con il demonio) questi mendicanti erranti avevano <strong>molta pi\u00f9 dignit\u00e0 sociale degli odierni barboni<\/strong>. Come abbiamo gi\u00e0 sottolineato, i <em>dziady<\/em> adempivano la funzione di <strong>intermediari fra i vivi e i morti<\/strong>, e spesso erano visti come loro emissari o addirittura come loro incarnazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/liroldo-e-mendicanti-bielorussi-foto-J-Bulhad-prima-del-1913-via-dziady-di-piotr-grochowski-edizioni-paralele-2-e1445812272806.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-large wp-image-9611\" src=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/liroldo-e-mendicanti-bielorussi-foto-J-Bulhad-prima-del-1913-via-dziady-di-piotr-grochowski-edizioni-paralele-2-763x1024.jpg\" alt=\"liroldo e mendicanti bielorussi, foto J Bulhad, prima del 1913, via dziady di piotr grochowski, edizioni paralele-2\" width=\"763\" height=\"1024\" \/><\/a>Una leggenda diceva che spesso Ges\u00f9 in persona, accompagnato da San Pietro, si travestiva da <em>dziad<\/em> e andava in giro per il mondo per saggiare la bont\u00e0 effettiva dei suoi fedeli. Molti <em>dziady<\/em> erano esperti in <strong>rimedi naturali<\/strong> contro varie malattie, sia degli uomini che del bestiame, aiutavano a togliere il malocchio e a fare magie d\u2019amore, erano considerati sapienti, veggenti, maghi e fattucchiere. Un altro motivo per trattarli dignitosamente, perch\u00e9 erano <strong>poveri ma pericolosi<\/strong>. Chiaramente questa era un\u2019arma a doppio taglio, in caso di epidemie, calamit\u00e0, e quant\u2019altro potesse offrire la necessit\u00e0 di un capro espiatorio per un linciaggio rituale. Si dice che sotto ad una croce a Nowy Sacz, durante un\u2019epidemia di fine Ottocento, siano stati sepolti vivi una <em>dziadowka<\/em> e un <em>dziad<\/em> intervenuto per soccorrerla dalla folla inferocita. Ma oltre a questi casi limite, per il resto i <em>dziady<\/em> erano spesso invitati ai matrimoni, perch\u00e9 si diceva portassero fertilit\u00e0. Una delle funzioni pi\u00f9 gradite dei mendicanti erranti era quella di <strong>media viventi<\/strong>: spostandosi da un luogo all\u2019altro, fornivano informazioni su quello che accadeva nei paesi vicini e meno vicini. Alcuni mendicanti erano <strong>abili musicisti<\/strong>, spesso ciechi, miseri bardi che cantavano un repertorio codificato di canzoni. <a href=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Liroldo-di-campagnaacquaforte-di-Kielisinski-1841-via-dziady-di-piotr-grochowski-edizioni-paralele-2-e1445814132215.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-large wp-image-9612\" src=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Liroldo-di-campagnaacquaforte-di-Kielisinski-1841-via-dziady-di-piotr-grochowski-edizioni-paralele-2-642x1024.jpg\" alt=\"Liroldo di campagna,acquaforte di Kielisinski, 1841, via dziady di piotr grochowski, edizioni paralele-2\" width=\"642\" height=\"1024\" \/><\/a>Molte di loro riguardavano la <strong>religione<\/strong>, erano spesso racconti agiografici sulla <strong>vita dei santi o vari episodi biblici<\/strong>. Altre erano canzoni sull\u2019<strong>apocalisse<\/strong> e sul giudizio universale. C\u2019erano canti sulle peripezie di piccoli orfani. Una parte del repertorio era composta da <em>murder ballads<\/em> su madri infanticide: \u201c<em>Il primo l\u2019ha dato in pasto ai maiali, il secondo l\u2019ha bruciato, il terzo l\u2019ha sepolto nella striscia di terreno fra i campi, la gente non lo sa. Il quarto \u00e8 sotto la soglia, sotto il covile. Il quinto sta sotto l\u2019albero di amarene, la gente non lo pensa<\/em>.\u201d <a href=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/liroldo-bielorusso-cieco-con-bambina-che-passa-per-le-offerte-1937-via-dziady-di-piotr-grochowski-edizioni-paralele-2-e1445821352886.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-9627 size-full\" src=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/liroldo-bielorusso-cieco-con-bambina-che-passa-per-le-offerte-1937-via-dziady-di-piotr-grochowski-edizioni-paralele-2-e1445821352886.jpg\" alt=\"liroldo bielorusso cieco con bambina che passa per le offerte, 1937, via dziady di piotr grochowski, edizioni paralele-2\" width=\"785\" height=\"506\" \/><\/a>Altre canzoni ancora erano racconti cruentissimi riguardanti la calata sulla Polonia delle orde svedesi nel Diciassettesimo Secolo, con particolari di torture e bestialit\u00e0 che avrebbero fatto impallidire i Cannibal Corpse: \u201c<em>Il sangue scorreva a fiumi, dalle finestre alla strada. Tutti stavano in piedi in mezzo al sangue scrosciante. (\u2026) alle figlie fanno cose mai viste, bruciando col fuoco il loro grembo. Dai giovani strappano la giovent\u00f9, strappano la loro pelle partendo dai fianchi. Anche i bambini, prendono anche quelli, e li fanno bollire vivi nei calderoni. La madre e il padre sono svenuti, dopo essere stati costretti a mangiarli. Alle madri tagliano i seni, e li gettano da mangiare ai cani.<\/em>\u201d Non parliamo poi di cosa succedeva alle suore. <a href=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/liroldo-litografia-di-Smokowski-illustrazione-del-poema-di-Kraszewski-Anafielas-via-dziady-di-piotr-grochowski-edizioni-paralele-2-e1445814176304.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-large wp-image-9609\" src=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/liroldo-litografia-di-Smokowski-illustrazione-del-poema-di-Kraszewski-Anafielas-via-dziady-di-piotr-grochowski-edizioni-paralele-2-830x1024.jpg\" alt=\"liroldo, litografia di Smokowski, illustrazione del poema di Kraszewski Anafielas, via dziady di piotr grochowski, edizioni paralele-2\" width=\"830\" height=\"1024\" \/><\/a>La <strong><em>dziadowska makabra<\/em><\/strong>, il senso del macabro nelle canzoni dei <em>dziady,<\/em> \u00e8 un tratto della loro poetica documentato fin dal XVII secolo. Era una delle caratteristiche delle loro canzoni che il popolo amava di pi\u00f9. Lo stesso che poi andava a vedere le pubbliche esecuzioni in piazza, e che oggi si consola con i film horror estremi, i video dell\u2019Isis e Cronaca Vera.<a href=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Lucas-Cranach-the-Elder-il-martirio-di-san-simone-1512.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-9633\" src=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Lucas-Cranach-the-Elder-il-martirio-di-san-simone-1512.jpg\" alt=\"Lucas Cranach the Elder il martirio di san simone, 1512\" width=\"595\" height=\"768\" srcset=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Lucas-Cranach-the-Elder-il-martirio-di-san-simone-1512.jpg 595w, https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Lucas-Cranach-the-Elder-il-martirio-di-san-simone-1512-232x300.jpg 232w\" sizes=\"(max-width: 595px) 100vw, 595px\" \/><\/a><\/p>\n<hr \/>\n<h1 style=\"text-align: center;\">I DZIADY COME CREATURE SOPRANNATURALI<\/h1>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Stanis\u0142aw-Kamocki-\u201dStrach-na-wr\u00f3ble\u201d.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-9614\" src=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Stanis\u0142aw-Kamocki-\u201dStrach-na-wr\u00f3ble\u201d.jpg\" alt=\"Stanis\u0142aw Kamocki \u201dStrach na wr\u00f3ble\u201d\" width=\"640\" height=\"460\" srcset=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Stanis\u0142aw-Kamocki-\u201dStrach-na-wr\u00f3ble\u201d.jpg 640w, https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Stanis\u0142aw-Kamocki-\u201dStrach-na-wr\u00f3ble\u201d-300x216.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/a>Secondo Poniatowski, la parola <em>dziady<\/em> pu\u00f2 indicare anche delle <strong>creature soprannaturali<\/strong> che fungevano da <strong>spaventapasseri<\/strong>. Un altro essere di questa tipologia, tipico dell\u2019area montuosa Bieszczady e ricordato da Andrzej Potocki, sono i <em>berdniki<\/em>: \u201c<em>Sono del tutto simili agli spaventapasseri. Portano dei cappelli in testa, la loro boccaccia sarebbe di suo spalancata. I berdniki erano bambini che urlavano come pazzi, per questo motivo il demone bies Chryszczaty ha ordinato che i loro musi venissero cuciti, e cos\u00ec le cose sono rimaste. Da quel momento sono rimasti muti e amano spaventare la gente<\/em>.\u201d Non pu\u00f2 non venire in mente l\u2019iconografia dello spaventapasseri di Tim Burton, che indica sempre i luoghi in cui vivi e morti convivono. <a href=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/tim-burton-il-mistero-di-sleepy-hollow.gif\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-9613\" src=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/tim-burton-il-mistero-di-sleepy-hollow.gif\" alt=\"tim burton, il mistero di sleepy hollow\" width=\"400\" height=\"225\" \/><\/a>Secondo il folklore polacco i <em>Dziady<\/em> possono essere anche degli <strong>spiritelli domestici<\/strong>, che si prendono cura della casa, e che sono di fatto anime benevole di antenati, esattamente come i Lari, gli spiriti del focolare nell\u2019Antica Roma. Gli spiriti del focolare tendono a localizzarsi nei punti della casa che amavano da vivi. Mostrano la loro presenza <strong>spostando gli oggetti<\/strong>, facendo <strong>cadere le cose<\/strong>, provocando la <strong>rottura di stoviglie,<\/strong> a volte toccando di sfuggita qualcuno dei vivi. Spesso il <em>dziad domowy<\/em>, il genio della casa, assume la forma di un <strong>gatto<\/strong>. <a href=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/CIMG5187-2-e1446019516322.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-9679 size-full\" src=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/CIMG5187-2-e1446019516322.jpg\" alt=\"Pipino, il nostro minacciosissimo dziadek domowy\" width=\"764\" height=\"509\" \/><\/a>Il <strong><em>domownik<\/em><\/strong>, chiamato anch\u2019esso con il diminutivo <em>dziadek<\/em> <em>domowy<\/em>, \u00e8 un\u2019altra specie di elfo domestico, molto benvoluto, che aiutava i suoi ospiti nelle faccende e stava dietro volentieri ad arnie ed api. <a href=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/domownik-2.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-9625\" src=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/domownik-2.jpg\" alt=\"domownik-2\" width=\"705\" height=\"453\" srcset=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/domownik-2.jpg 705w, https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/domownik-2-300x193.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 705px) 100vw, 705px\" \/><\/a>I <em>domowniki<\/em> sono molto arzilli, aiutano anche a pulire, a impastare, fanno attenzione che il pane cresca e non si bruci nel forno, mettono a posto i vestiti negli armadi, spaccano la legna, scacciano via le mosche dal cibo, stanno attenti alle galline, cullano i bambini, pettinano il vello delle pecore, le criniere dei cavalli, controllano la birra e tutti gli alimenti in fase di fermentazione o di maturazione, come i formaggi. Mungono il latte, lo separano dalla panna, battono il burro. In cambio di tutti i loro servizi vogliono solo un bottiglietta di latte tutte le sere e un piatto di orzo con il lardo ma che sia assolutamente senza sale! Bisogna lasciare il piattino e la bottiglia vicino alla stufa, e quando l\u2019ultimo inquilino della casa andr\u00e0 a dormire, il <em>dziadek<\/em> <em>domowy<\/em> scender\u00e0 dal solaio, o dal pollaio, dove ama fare il nido, e verr\u00e0 a prendere il suo cibo. <a href=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/domownik-da-Bestiariusz-slowianski-2.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-9615\" src=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/domownik-da-Bestiariusz-slowianski-2.jpg\" alt=\"domownik, da Bestiariusz slowianski-2\" width=\"556\" height=\"840\" srcset=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/domownik-da-Bestiariusz-slowianski-2.jpg 556w, https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/domownik-da-Bestiariusz-slowianski-2-199x300.jpg 199w\" sizes=\"(max-width: 556px) 100vw, 556px\" \/><\/a>Vediamo quindi che c\u2019\u00e8 un\u2019aderenza di usanze, sia per i <em>dziady<\/em> ritornanti alcune volte l\u2019anno sia per i geni domestici bisogna lasciare un\u2019offerta di cibo.<a href=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/benedizione-della-frutta-per-il-culto-dei-morti-Jaworow-via-dziady-di-piotr-grochowski-edizioni-paralele-2-e1445988249829.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-large wp-image-9675\" src=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/benedizione-della-frutta-per-il-culto-dei-morti-Jaworow-via-dziady-di-piotr-grochowski-edizioni-paralele-2-1024x679.jpg\" alt=\"benedizione della frutta per il culto dei morti, Jaworow, via dziady di piotr grochowski, edizioni paralele-2\" width=\"1024\" height=\"679\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli antenati sono numerosi. Quindi, i pi\u00f9 benevoli si prendono cura della casa, diventando <strong>presenze fisse<\/strong>, gli altri tornano solo in date prestabilite. In generale per\u00f2, a parte i magnanimi spiriti del focolare, i morti provano invidia per la condizione dei vivi. \u00c8 per questo che devono essere trattati con tutti i riguardi, di modo che vengano, approvino il trattamento ricevuto, e poi se ne tornino nel regno dei morti. Sono ospiti graditi e amati, ma pericolosi.<a href=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Franz-Sedlacek-Ghost-over-the-Trees.-N.d..jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-9617\" src=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Franz-Sedlacek-Ghost-over-the-Trees.-N.d..jpg\" alt=\"Franz Sedlacek - Ghost over the Trees. N.d.\" width=\"540\" height=\"732\" srcset=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Franz-Sedlacek-Ghost-over-the-Trees.-N.d..jpg 540w, https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Franz-Sedlacek-Ghost-over-the-Trees.-N.d.-221x300.jpg 221w\" sizes=\"(max-width: 540px) 100vw, 540px\" \/><\/a> E come pu\u00f2 essere tradotto tutto ci\u00f2, per noi, povere anime aride e tormentate, senza memoria, radici n\u00e9 rituali? Anche i pi\u00f9 materialisti non possono negare che la morte non cancella ogni cosa. Restano la cenere, i resti mummificati, le ossa. E soprattutto resta la memoria. Il senso di colpa, per non aver fatto meglio, quando i morti erano vivi. Per non essere riusciti a lenire meglio il loro dolore di creature viventi. Per questo i morti sono pericolosi. I morti tornano anche da noi, quando meno ce lo aspettiamo. Litigano con noi, ci accusano, e noi accusiamo loro. Lo faremo per anni. Poi li perdoneremo, e loro perdoneranno noi. E allora, purificati, potremo festeggiare il legame che ci ha uniti a loro, fino al giorno della nostra morte. <a href=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/W\u0142adys\u0142aw-Podkowi\u0144ski-Marsz-\u017ca\u0142obny-Chopina-1894-olej-na-p\u0142\u00f3tnie-dzi\u0119ki-uprzejmo\u015bci-Muzeum-Narodowego-w-Krakowie.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-large wp-image-9616\" src=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/W\u0142adys\u0142aw-Podkowi\u0144ski-Marsz-\u017ca\u0142obny-Chopina-1894-olej-na-p\u0142\u00f3tnie-dzi\u0119ki-uprzejmo\u015bci-Muzeum-Narodowego-w-Krakowie-1024x712.jpg\" alt=\"W\u0142adys\u0142aw Podkowi\u0144ski, Marsz \u017ca\u0142obny Chopina, 1894, olej na p\u0142\u00f3tnie, dzi\u0119ki uprzejmo\u015bci Muzeum Narodowego w Krakowie\" width=\"1024\" height=\"712\" srcset=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/W\u0142adys\u0142aw-Podkowi\u0144ski-Marsz-\u017ca\u0142obny-Chopina-1894-olej-na-p\u0142\u00f3tnie-dzi\u0119ki-uprzejmo\u015bci-Muzeum-Narodowego-w-Krakowie.jpg 1024w, https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/W\u0142adys\u0142aw-Podkowi\u0144ski-Marsz-\u017ca\u0142obny-Chopina-1894-olej-na-p\u0142\u00f3tnie-dzi\u0119ki-uprzejmo\u015bci-Muzeum-Narodowego-w-Krakowie-300x209.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/p>\n<hr \/>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">BIBLIOGRAFIA<\/h2>\n<p>Piotr Grochowski, <em>DZIADY<\/em><i>, Rzecz o w\u0119drownych \u017cebrakach i ich pie\u015bniach<\/i>, Toru\u0144, Paralele, 2009.<\/p>\n<p>Ludwik Adam Jucewicz, <em>Litwa pod wzgl\u0119dem staro\u017cytnych zabytk\u00f3w, obyczaj\u00f3w i zwyczaj\u00f3w<\/em>, 1 gennaio 1846, Nak\u0142. Rubena Rafa\u0142owicza Ksi\u0119garza Wile\u0144skiego.<\/p>\n<p>Andrzej Potocki,<em> KSI\u0118GA LEGEND KARPACKICH<\/em> , Rzesz\u00f3w, Ed. Carpathia, 2010<\/p>\n<p class=\"product-name long-name js_product-h1-link js_product-force-scroll\">Adam Podg\u00f3rski, Barbara Podg\u00f3rska,<em> Wielka Ksi\u0119ga Demon\u00f3w Polskich. Leksykon i antologia demonologii ludowej,\u00a0 <\/em>Ed. Kos, 2005.<\/p>\n<p>Edgar Morin, <em>L&#8217;uomo e la morte<\/em>, Meltemi, 2002.<\/p>\n<table style=\"height: 5px;\" border=\"0\" width=\"5\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"http:\/\/naludowo.pl\/kultura-ludowa\/zaduszki-tradycja-wierzenia-zwyczaje-dzien-zaduszny-uczty-dziady-zapalanie-ognia-znicze.html\">http:\/\/naludowo.pl\/kultura-ludowa\/zaduszki-tradycja-wierzenia-zwyczaje-dzien-zaduszny-uczty-dziady-zapalanie-ognia-znicze.html<\/a><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"https:\/\/mitologie.wordpress.com\/dziady-w-tradycji-slowian\/\">https:\/\/mitologie.wordpress.com\/dziady-w-tradycji-slowian\/<\/a><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"http:\/\/www.virio.it\/manie-e-divinita-casalinghe-dei-morti\/\">http:\/\/www.virio.it\/manie-e-divinita-casalinghe-dei-morti\/<\/a><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"https:\/\/bialczynski.wordpress.com\/slowianie-w-dziejach-mitologia-slowian-i-wiara-przyrody\/czworksiag-wielki-wiary-przyrody\/tom-iii-ksiega-tanow\/o-ksiedze-tanow\/tan-mniejszy-13-swieto-dziadow-obrzad-czterech-tanow-najwiekszych-albo-osobne-swieto-przodkow-1-i-2-listopada\/\">https:\/\/bialczynski.wordpress.com\/slowianie-w-dziejach-mitologia-slowian-i-wiara-przyrody\/czworksiag-wielki-wiary-przyrody\/tom-iii-ksiega-tanow\/o-ksiedze-tanow\/tan-mniejszy-13-swieto-dziadow-obrzad-czterech-tanow-najwiekszych-albo-osobne-swieto-przodkow-1-i-2-listopada\/<\/a><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"http:\/\/religiaslowian.wikidot.com\/obrzedy\">http:\/\/religiaslowian.wikidot.com\/obrzedy<\/a><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"http:\/\/radagraph.blogspot.it\/\">http:\/\/radagraph.blogspot.it\/<\/a><\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><a href=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/dziady-091.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-9626\" src=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/dziady-091.jpg\" alt=\"dziady-09\" width=\"600\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/dziady-091.jpg 600w, https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/dziady-091-300x145.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/a><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Polonia, nonostante il cattolicesimo imperante, ha un\u2019immane tradizione folklorica relativa a creature soprannaturali, demoni e ritornanti. Oltre a ci\u00f2, in Polonia c\u2019\u00e8 un antico apparato di credenze e rituali per celebrare la festa dei morti, un vero e proprio Halloween di area slava documentato fino al XIX Secolo e denominato Dziady. 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