{"id":546,"date":"2008-10-21T22:17:42","date_gmt":"2008-10-21T22:17:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.kainowska.com\/sito\/?p=546"},"modified":"2023-10-28T17:12:32","modified_gmt":"2023-10-28T17:12:32","slug":"luigi-ottani_corrotti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/luigi-ottani_corrotti\/","title":{"rendered":"CORROTTI _ La mostra di Luigi Ottani"},"content":{"rendered":"<hr \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/Immagine-1482.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-548 aligncenter\" title=\"Ottani\" src=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/Immagine-1482-1024x768.jpg\" alt=\"\" width=\"622\" height=\"466\" srcset=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/Immagine-1482-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/Immagine-1482-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/Immagine-1482.jpg 1600w\" sizes=\"(max-width: 622px) 100vw, 622px\" \/><\/a>Luigi Ottani, fotografo e fotoreporter, alla fine di quest\u2019estate \u00e8 stato colpito dalla peggior catastrofe che possa accadere ad un professionista che utilizza i media elettronici: l\u2019hard-disk del suo computer si \u00e8 bruciato senza che egli avesse realizzato le copie di back-up dei suoi ultimi lavori. Dopo aver impiegato un software di <strong>recupero dati<\/strong>, Ottani ha constatato come la<strong> macchina informatica<\/strong> in avaria avesse modificato e riassemblato le sue fotografie, restituendogli delle immagini follemente<strong> scomposte<\/strong>, frammentate, riunite, colorate a <strong>tinte fluorescenti<\/strong> e lisergiche. L\u2019idea della mostra nasce dall\u2019applicazione, involontaria ma rigorosa, del principio buddista del <strong>wu-wei<\/strong>, il <strong>non-agire<\/strong>, inteso non come passivit\u00e0 e inerzia, ma come <strong>spirito di adattamento<\/strong> armonico alla realt\u00e0 e ai giochi del caso. Un caso che, in sinergia con un malfunzionamento del software, ha dato risultati di un <strong>gusto sbalorditivo<\/strong>, che hanno a monte gli <strong>esperimenti aleatori<\/strong> dell\u2019avanguardia Surrealista, e coniugano la<strong> tecnica del cut-up<\/strong>, amata da William Burroughs e da David Bowie, con dei risultati che sembrano frutto della pi\u00f9 raffinata agenzia di design contemporaneo. C\u2019\u00e8 un pannello in cui dominano i colori acidi, il lilla, il giallo, il fucsia, il turchese, e lo spazio si suddivide perfettamente come in un quadro di Mondrian:\u00a0 in un modulo si vede un muro di mattoni, nell\u2019altro delle guglie nere contro un cielo ultra-violetto. La foto di partenza, ci crediate o no, raffigurava l\u2019apertura delle celebrazioni per l\u2019anniversario di Enzo Ferrari, i mattoni sono quelli del municipio di Maranello, e la macchia di giallo una Ferrari in primo piano. Un altro pannello, inquadrato da una porta e illuminato da dietro come una light box, mostra un tralcio di foglie su fondo bianco, e due riquadri di striscioline multicolori che ricordano gli\u00a0 indumenti di maglia dell\u2019atelier Missoni. In principio era una sposa. Poi altre opere con tinte scure, neri verdi e viola, un viso maschile con la montatura degli occhiali in evidenza, e le <strong>bande della \u201ccorruzione\u201d <\/strong>che sembrano i display delle bande di frequenza. Non \u00e8 il flier di un club berlinese, ma un uomo del volontariato di Sassuolo che tiene in mano un quadro di Fausto Coppi.<\/p>\n<hr \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Pubblicato il 21 ottobre 2008 su L&#8217;Informazione <span style=\"text-decoration: underline;\"><span style=\"color: #339966; text-decoration: underline;\"><a style=\"color: #339966; text-decoration: underline;\" href=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/23_MO2110.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Download pdf<\/a><\/span><\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"_mcePaste\" class=\"mcePaste\" style=\"position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;\"><!-- \t\t@page { margin: 2cm } \t\tP { margin-bottom: 0.21cm } --><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\"><span style=\"font-family: Century Schoolbook,serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Luigi Ottani, fotografo e fotoreporter, alla fine di quest\u2019estate \u00e8 stato colpito dalla peggior catastrofe che possa accadere ad un professionista che utilizza i media elettronici: l\u2019hard-disk del suo computer si \u00e8 bruciato senza che egli avesse realizzato le copie di back-up dei suoi ultimi lavori. Dopo aver impiegato un software di <\/span><\/span><span style=\"font-family: Century Schoolbook,serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><strong>recupero dati<\/strong><\/span><\/span><span style=\"font-family: Century Schoolbook,serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, Ottani ha constatato come la <\/span><\/span><span style=\"font-family: Century Schoolbook,serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><strong>macchina informatica<\/strong><\/span><\/span><span style=\"font-family: Century Schoolbook,serif;\"><span style=\"font-size: small;\"> in avaria avesse <\/span><\/span><span style=\"font-family: Century Schoolbook,serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><strong>modificato e riassemblato<\/strong><\/span><\/span><span style=\"font-family: Century Schoolbook,serif;\"><span style=\"font-size: small;\"> le sue fotografie, restituendogli delle immagini follemente <\/span><\/span><span style=\"font-family: Century Schoolbook,serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><strong>scomposte<\/strong><\/span><\/span><span style=\"font-family: Century Schoolbook,serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, frammentate, riunite, colorate a <\/span><\/span><span style=\"font-family: Century Schoolbook,serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><strong>tinte fluorescenti<\/strong><\/span><\/span><span style=\"font-family: Century Schoolbook,serif;\"><span style=\"font-size: small;\"> e lisergiche. L\u2019idea della mostra nasce dall\u2019applicazione, involontaria ma rigorosa, del principio buddista del <\/span><\/span><span style=\"font-family: Century Schoolbook,serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><strong>wu-wei<\/strong><\/span><\/span><span style=\"font-family: Century Schoolbook,serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, il <\/span><\/span><span style=\"font-family: Century Schoolbook,serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><strong>non-agire<\/strong><\/span><\/span><span style=\"font-family: Century Schoolbook,serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, inteso non come passivit\u00e0 e inerzia, ma come <\/span><\/span><span style=\"font-family: Century Schoolbook,serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><strong>spirito di adattamento<\/strong><\/span><\/span><span style=\"font-family: Century Schoolbook,serif;\"><span style=\"font-size: small;\"> armonico alla realt\u00e0 e ai giochi del caso. Un caso che, in sinergia con un malfunzionamento del software, ha dato risultati di un <\/span><\/span><span style=\"font-family: Century Schoolbook,serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><strong>gusto sbalorditivo<\/strong><\/span><\/span><span style=\"font-family: Century Schoolbook,serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, che hanno a monte gli <\/span><\/span><span style=\"font-family: Century Schoolbook,serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><strong>esperimenti aleatori <\/strong><\/span><\/span><span style=\"font-family: Century Schoolbook,serif;\"><span style=\"font-size: small;\">dell\u2019avanguardia Surrealista, e coniugano la <\/span><\/span><span style=\"font-family: Century Schoolbook,serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><strong>tecnica del cut-up<\/strong><\/span><\/span><span style=\"font-family: Century Schoolbook,serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, amata da William Burroughs e da David Bowie, con dei risultati che sembrano frutto della pi\u00f9 raffinata agenzia di design contemporaneo. C\u2019\u00e8 un pannello in cui dominano i colori acidi, il lilla, il giallo, il fucsia, il turchese, e lo spazio si suddivide perfettamente come in un quadro di Mondrian: in un modulo si vede un muro di mattoni, nell\u2019altro delle guglie nere contro un cielo ultra-violetto. La foto di partenza, ci crediate o no, raffigurava l\u2019apertura delle celebrazioni per l\u2019anniversario di Enzo Ferrari, i mattoni sono quelli del municipio di Maranello, e la macchia di giallo una Ferrari in primo piano. Un altro pannello, inquadrato da una porta e illuminato da dietro come una light box, mostra un tralcio di foglie su fondo bianco, e due riquadri di striscioline multicolori che ricordano gli indumenti di maglia dell\u2019atelier Missoni. In principio era una sposa. Poi altre opere con tinte scure, neri verdi e viola, un viso maschile con la montatura degli occhiali in evidenza, e le <\/span><\/span><span style=\"font-family: Century Schoolbook,serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><strong>bande della \u201ccorruzione\u201d<\/strong><\/span><\/span><span style=\"font-family: Century Schoolbook,serif;\"><span style=\"font-size: small;\"> che sembrano i display delle bande di frequenza. Non \u00e8 il flier di un club berlinese, ma un uomo del volontariato di Sassuolo che tiene in mano un quadro di Fausto Coppi. Visibile presso la Galleria Nemesis di Sassuolo, in settimana dalle 15 alle 20, per le fiere di ottobre dalle 10 alle 20. <\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Luigi Ottani, fotografo e fotoreporter, alla fine di quest\u2019estate \u00e8 stato colpito dalla peggior catastrofe che possa accadere ad un professionista che utilizza i media elettronici: l\u2019hard-disk del suo computer si \u00e8 bruciato senza che egli avesse realizzato le copie di back-up dei suoi ultimi lavori. 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