{"id":402,"date":"2010-09-21T15:36:20","date_gmt":"2010-09-21T15:36:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.kainowska.com\/sito\/?p=402"},"modified":"2023-10-28T16:35:12","modified_gmt":"2023-10-28T16:35:12","slug":"timor-panico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/timor-panico\/","title":{"rendered":"TIMOR PANICO___ Eros, crudelt\u00e0 ed innocenza nella mostra &#8220;Mekanema&#8221; di Tamara Ferioli"},"content":{"rendered":"<hr \/>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-404 size-full\" title=\"Tamara Ferioli Lost Home\" src=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/Lost-Home-fronte-e1445738518261.jpg\" alt=\"\" width=\"848\" height=\"790\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Linee sottili come fili di ragno, scene silvestri, insetti e driadi senza volto. Tamara Ferioli mette in scena un mondo fluttuante di creature alate, piume alla deriva, semi dalle ali membranose. Segni curvilinei, come in una stampa di Beardsley. L\u2019anelito ad abbandonare la gravit\u00e0 terrestre, a diventare leggeri e sfuggenti, \u00e8 suggerito dal titolo della personale. I <strong>Mekanema<\/strong> sono infatti dei dispositivi di volo concepiti dal filosofo Carlo Michelstaedter.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/Shadow-of-a-Doubt1.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-410 size-full\" title=\"Tamara Ferioli, Shadow of a Doubt\" src=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/Shadow-of-a-Doubt1-e1445738597103.jpg\" alt=\"\" width=\"784\" height=\"622\" \/><\/a> Il candore della carta di riso giapponese usata come supporto \u00e8 parte integrante del significato di questo nuovo ciclo. Il <strong>bianco<\/strong> simboleggia la purezza solo ad un livello superficiale. In realt\u00e0 indica uno <strong>stato liminare<\/strong>, sospeso fra due momenti dell\u2019essere. \u00c8 il colore che si indossa nei rituali di passaggio. Questo biancore brulica di piccoli esseri: <strong>libellule,<\/strong> simbolo di illusione e cambiamento; <strong>efemere,<\/strong> la cui vita dura un solo giorno; <strong>meduse<\/strong> galleggianti nell\u2019aria, belle quanto pericolose; <strong>termiti<\/strong> che portano la distruzione. <strong>Predazione, fragilit\u00e0, caducit\u00e0, bellezza<\/strong>, questi i significati portati dagli insetti, generalmente simbolo delle anime dei morti, e quindi di un altro piano di realt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/Pearl-Necklace.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-412 size-large\" title=\"Tamara Ferioli, Pearl Necklace\" src=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/Pearl-Necklace-631x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"631\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/Pearl-Necklace-631x1024.jpg 631w, https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/Pearl-Necklace-184x300.jpg 184w, https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/Pearl-Necklace.jpg 1824w\" sizes=\"(max-width: 631px) 100vw, 631px\" \/><\/a>Ferioli mette in scena<strong> culti panici. <\/strong><br \/>\nNinfe che baciano alberi, donne vaganti in un contesto naturale cesellato come un gioiello del Quattrocento, pieno di <strong>particolari perturbanti<\/strong>.<br \/>\n<em>Shadow of a Doubt<\/em>: le creature dei boschi si curvano verso la terra, come a divorare qualcosa nascosto da un nugolo di insetti.<br \/>\n<em>Pearl Necklace<\/em>, le driadi si arrampicano le une sulle altre per raggiungere un favo di miele, le loro natiche allineate come gemme di una collana, in una piramide che ricorda le scene di fustigazione nell\u2019edizione settecentesca delle novelle di De Sade.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/Il-bacio-di-Giuda.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-418 size-full\" title=\"Tamara Ferioli,Il bacio di Giuda\" src=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/Il-bacio-di-Giuda-e1445738758777.jpg\" alt=\"\" width=\"764\" height=\"1024\" \/><\/a>Gli esseri silvestri di Ferioli hanno corpi magri, pre-adolescenti nell\u2019aspetto ma atteggiati in modo da costituire un <strong>richiamo sessuale<\/strong>. Voltati, inarcati, inginocchiati, con le mani infilate in mezzo alle gambe, strette intorno ai seni, nell\u2019atto di espellere sciami di piccole uova dai genitali. Creature perfette per il sesso, proprio perch\u00e9 <strong>prive di identit\u00e0<\/strong>, senza alcuna connotazione a livello di lineamenti.<br \/>\nI loro volti sono sostituiti da grovigli di capelli, veri, incollati sulla carta intelaiata. Capelli rossi, come quelli delle streghe. Questo elemento proietta le ninfe in un <strong>orizzonte demoniaco<\/strong>. I capelli che nascondono i la fisionomia del volto le accomunano all\u2019icona horror Samara, la bambina infernale del ciclo cinematografico iconoclasta di The Ring.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/Tabula-Rasa.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-416 size-full\" title=\"Tamara Ferioli,Tabula Rasa\" src=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/Tabula-Rasa-e1445738832557.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"1298\" \/><\/a>Secondo la trattatistica medievale, i grumi di capelli rigurgitati costituiscono un chiaro sintomo di possessione diabolica. E, una volta finito il Medioevo, i deliri sonnambolici di possessione vengono chiamati con altri nomi, fra cui schizofrenia e <strong>isteria<\/strong>. L\u2019isteria nasce come patologia esclusivamente femminile. Nella sua analisi iconologica dell\u2019arte vittoriana, Bram Dijkstra afferma che fra i topoi pi\u00f9 ricorrenti c\u2019erano appunto quello della <strong>menade isterica<\/strong>, impegnata in giochi e danze sfrenate (<em>Tabula Rasa<\/em>), quello della<strong> ninfa dal dorso spezzato<\/strong>, nuda e invitante in mezzo ai fiori (<em>Shadowless<\/em>), quello della <strong>donna languente<\/strong>, ai limiti estremi della morte e della passivit\u00e0 (<em>Pity Me<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/Pity-Me.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-414 size-large\" title=\"Tamara Ferioli,, Pity Me\" src=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/Pity-Me-1024x628.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"628\" \/><\/a>L\u2019arte simbolista abbondava di figure femminili spesso ambigue, solitarie o in coppia, animate da appetiti inconfessabili. A livello ideologico, durante l\u2019Ottocento questo tipo di tassonomia figurativa era funzionale alla stigmatizzazione della donna e delle sue pulsioni. Tamara Ferioli restituisce gli stessi stilemi iconici ad una <strong>dimensione liberatoria<\/strong>, in cui sesso, malia, pericolo e morte si possono fondere senza alcun senso di colpa, ed annegare in un mare bianco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/Walking-to-the-End.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-419 size-full\" title=\"Tamara Ferioli, Walking to the End\" src=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/Walking-to-the-End-e1445738951801.jpg\" alt=\"\" width=\"824\" height=\"794\" \/><\/a>Pi\u00f9 incorporeo ed intimista il discorso intorno ai <strong>micro-mondi sotto vetro delle boule<\/strong>. Stesse cromie lattescenti, per <strong><em>frame<\/em> di memoria<\/strong> affidati a piccoli feticci che vanno a comporre minuscoli paesaggi di fiaba, incapsulati per opporsi all\u2019usura del tempo. Foglie bianche appuntate con aghi da entomologo sopra ad uno strato di sabbia. Fiori lanuginosi che avvolgono come bambagia una casetta, un guscio vuoto, un frammento di alveare, a ricordo della dolcezza e della protezione dell\u2019infanzia.\u00a0\u00a0 In <em>Virgin Bed<\/em> coniglietti bianchi si assiepano intorno a un letto ai piedi del quale c\u2019\u00e8 un grappolo di frutti rossi.\u00a0 E in <em>Walking to the End<\/em> il guscio di una chiocciola si trasforma definitivamente in una casa,\u00a0 verso la quale si dirige una fila di formiche. Il simbolismo della chiocciola \u00e8 il fulcro dell\u2019installazione ambientale presentata allo Studio Cannaviello: una<strong> scala spiraliforme<\/strong> come la sezione aurea, ricoperta di una miriade di gusci di lumaca dipinti di bianco, che invita tutti coloro che volessero salire la scala della perfezione a distruggere i carapaci delle piccole creature. Perch\u00e9<strong> innocenza<\/strong> e <strong>crudelt\u00e0<\/strong> sono le due antinomie alla base dell\u2019universo di Tamara Ferioli.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/Mekanema-Feriolijpg1.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-421 size-large\" title=\"Tamara Ferioli, Mekanema\" src=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/Mekanema-Feriolijpg1-768x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"768\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/Mekanema-Feriolijpg1-768x1024.jpg 768w, https:\/\/www.kainowska.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/Mekanema-Feriolijpg1-225x300.jpg 225w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><\/p>\n<hr \/>\n<p>Pubblicato sul catalogo della mostra Mekanema di Tamara Ferioli, inaugurazione 10 maggio 2010 presso Studio Cannaviello<\/p>\n<hr \/>\n<div id=\"_mcePaste\" class=\"mcePaste\" style=\"position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;\"><!-- \t\t@page { margin: 2cm } \t\tP { margin-bottom: 0.21cm } --><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\"><span style=\"font-family: Verdana,sans-serif;\">Recensione di <\/span><span style=\"font-family: Verdana,sans-serif;\"><em>Mekanema<\/em><\/span><span style=\"font-family: Verdana,sans-serif;\">, personale di Tamara Ferioli allo Studio Cannaviello, dal 10 giugno al 16 settembre 2010. <\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\"><span style=\"font-family: Verdana,sans-serif;\">Linee sottili come fili di ragno, scene silvestri, insetti e driadi senza volto. Tamara Ferioli mette in scena un mondo fluttuante di creature alate, piume alla deriva, semi dalle ali membranose. Segni curvilinei, come in una stampa di Beardsley. L\u2019anelito ad abbandonare la gravit\u00e0 terrestre, a diventare leggeri e sfuggenti, \u00e8 suggerito dal titolo della personale. I <\/span><span style=\"font-family: Verdana,sans-serif;\"><strong>Mekanema<\/strong><\/span><span style=\"font-family: Verdana,sans-serif;\"> sono infatti dei dispositivi di volo concepiti dal filosofo Carlo Michelstaedter. <\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\"><span style=\"font-family: Verdana,sans-serif;\">Il candore della carta di riso giapponese usata come supporto \u00e8 parte integrante del significato di questo nuovo ciclo. Il bianco simboleggia la purezza solo ad un livello superficiale. In realt\u00e0 indica uno <\/span><span style=\"font-family: Verdana,sans-serif;\"><strong>stato liminare<\/strong><\/span><span style=\"font-family: Verdana,sans-serif;\">, sospeso fra due momenti dell\u2019essere. \u00c8 il colore che si indossa nei rituali di passaggio. Questo biancore brulica di piccoli esseri: libellule, simbolo di illusione e cambiamento; efemere, la cui vita dura un solo giorno; meduse galleggianti nell\u2019aria, belle quanto pericolose; termiti che portano la distruzione. <\/span><span style=\"font-family: Verdana,sans-serif;\"><strong>Predazione<\/strong><\/span><span style=\"font-family: Verdana,sans-serif;\">, <\/span><span style=\"font-family: Verdana,sans-serif;\"><strong>fragilit\u00e0<\/strong><\/span><span style=\"font-family: Verdana,sans-serif;\">, <\/span><span style=\"font-family: Verdana,sans-serif;\"><strong>caducit\u00e0<\/strong><\/span><span style=\"font-family: Verdana,sans-serif;\">, <\/span><span style=\"font-family: Verdana,sans-serif;\"><strong>bellezza<\/strong><\/span><span style=\"font-family: Verdana,sans-serif;\">, questi i significati portati dagli insetti, generalmente simbolo delle anime dei morti, e quindi di un altro piano di realt\u00e0. <\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\"><span style=\"font-family: Verdana,sans-serif;\">Ferioli mette in scena <\/span><span style=\"font-family: Verdana,sans-serif;\"><strong>culti panici<\/strong><\/span><span style=\"font-family: Verdana,sans-serif;\">. <\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\"><span style=\"font-family: Verdana,sans-serif;\">Ninfe che baciano alberi, donne vaganti in un contesto naturale cesellato come un gioiello del Quattrocento, pieno di <\/span><span style=\"font-family: Verdana,sans-serif;\"><strong>particolari perturbanti<\/strong><\/span><span style=\"font-family: Verdana,sans-serif;\">. <\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\"><span style=\"font-family: Verdana,sans-serif;\"><em>Shadow of a Doubt<\/em><\/span><span style=\"font-family: Verdana,sans-serif;\">: le creature dei boschi si curvano verso la terra, come a divorare qualcosa nascosto da un nugolo di insetti. <\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\"><span style=\"font-family: Verdana,sans-serif;\"><em>Pearl Necklace<\/em><\/span><span style=\"font-family: Verdana,sans-serif;\">, le driadi si arrampicano le une sulle altre per raggiungere un favo di miele, le loro natiche allineate come gemme di una collana, in una piramide che ricorda le scene di fustigazione nell\u2019edizione settecentesca delle novelle di De Sade. <\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\"><span style=\"font-family: Verdana,sans-serif;\">Gli esseri silvestri di Ferioli hanno corpi magri, pre-adolescenti nell\u2019aspetto ma atteggiati in modo da costituire un <\/span><span style=\"font-family: Verdana,sans-serif;\"><strong>richiamo sessuale<\/strong><\/span><span style=\"font-family: Verdana,sans-serif;\">. Voltati, inarcati, inginocchiati, con le mani infilate in mezzo alle gambe, strette intorno ai seni, nell\u2019atto di espellere sciami di piccole uova dai genitali. Creature perfette per il sesso, proprio perch\u00e9 <\/span><span style=\"font-family: Verdana,sans-serif;\"><strong>prive di identit\u00e0<\/strong><\/span><span style=\"font-family: Verdana,sans-serif;\">, senza alcuna connotazione a livello di lineamenti. <\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\"><span style=\"font-family: Verdana,sans-serif;\">I loro volti sono sostituiti da grovigli di capelli, veri, incollati sulla carta intelaiata. Capelli rossi, come quelli delle streghe. Questo elemento proietta le ninfe in un <\/span><span style=\"font-family: Verdana,sans-serif;\"><strong>orizzonte demoniaco<\/strong><\/span><span style=\"font-family: Verdana,sans-serif;\">. I capelli che nascondono i la fisionomia del volto le accomunano all\u2019icona horror Samara, la bambina infernale del ciclo cinematografico iconoclasta di <\/span><span style=\"font-family: Verdana,sans-serif;\"><em>The Ring<\/em><\/span><span style=\"font-family: Verdana,sans-serif;\">. Secondo la trattatistica medievale, i grumi di capelli rigurgitati costituiscono un chiaro sintomo di possessione diabolica. E, una volta finito il Medioevo, i deliri sonnambolici di possessione vengono chiamati con altri nomi, fra cui schizofrenia e <\/span><span style=\"font-family: Verdana,sans-serif;\"><strong>isteria<\/strong><\/span><span style=\"font-family: Verdana,sans-serif;\">. L\u2019isteria nasce come patologia esclusivamente femminile. Nella sua analisi iconologica dell\u2019arte vittoriana, Bram Dijkstra afferma che fra i <\/span><span style=\"font-family: Verdana,sans-serif;\"><em>topoi<\/em><\/span><span style=\"font-family: Verdana,sans-serif;\"> pi\u00f9 ricorrenti c\u2019erano appunto quello della <\/span><span style=\"font-family: Verdana,sans-serif;\"><strong>menade isterica<\/strong><\/span><span style=\"font-family: Verdana,sans-serif;\">, impegnata in giochi e danze sfrenate (<\/span><span style=\"font-family: Verdana,sans-serif;\"><em>Tabula Rasa<\/em><\/span><span style=\"font-family: Verdana,sans-serif;\">), quello della <\/span><span style=\"font-family: Verdana,sans-serif;\"><strong>ninfa dal dorso spezzato<\/strong><\/span><span style=\"font-family: Verdana,sans-serif;\">, nuda e invitante in mezzo ai fiori (<\/span><span style=\"font-family: Verdana,sans-serif;\"><em>Shadowless<\/em><\/span><span style=\"font-family: Verdana,sans-serif;\">), quello della <\/span><span style=\"font-family: Verdana,sans-serif;\"><strong>donna languente<\/strong><\/span><span style=\"font-family: Verdana,sans-serif;\">, ai limiti estremi della morte e della passivit\u00e0 (<\/span><span style=\"font-family: Verdana,sans-serif;\"><em>Pity Me<\/em><\/span><span style=\"font-family: Verdana,sans-serif;\">). L\u2019arte simbolista abbondava di figure femminili spesso ambigue, solitarie o in coppia, animate da appetiti inconfessabili. A livello ideologico, durante l\u2019Ottocento questo tipo di tassonomia figurativa era funzionale alla stigmatizzazione della donna e delle sue pulsioni. Tamara Ferioli restituisce gli stessi stilemi iconici ad una <\/span><span style=\"font-family: Verdana,sans-serif;\"><strong>dimensione liberatoria<\/strong><\/span><span style=\"font-family: Verdana,sans-serif;\">, in cui sesso, malia, pericolo e morte si possono fondere senza alcun senso di colpa, ed annegare in un mare bianco. <\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\"><span style=\"font-family: Verdana,sans-serif;\">Pi\u00f9 incorporeo ed intimista il discorso intorno ai <\/span><span style=\"font-family: Verdana,sans-serif;\"><strong>micro-mondi sotto vetro<\/strong><\/span><span style=\"font-family: Verdana,sans-serif;\"> delle boule. Stesse cromie lattescenti, per <\/span><span style=\"font-family: Verdana,sans-serif;\"><strong>frame di memoria<\/strong><\/span><span style=\"font-family: Verdana,sans-serif;\"> affidati a piccoli feticci che vanno a comporre minuscoli paesaggi di fiaba, incapsulati per opporsi all\u2019usura del tempo. Foglie bianche appuntate con aghi da entomologo sopra ad uno strato di sabbia. Fiori lanuginosi che avvolgono come bambagia una casetta, un guscio vuoto, un frammento di alveare, a ricordo della dolcezza e della protezione dell\u2019infanzia. In <\/span><span style=\"font-family: Verdana,sans-serif;\"><em>Virgin Bed<\/em><\/span><span style=\"font-family: Verdana,sans-serif;\"> coniglietti bianchi si assiepano intorno a un letto ai piedi del quale c\u2019\u00e8 un grappolo di frutti rossi. E in <\/span><span style=\"font-family: Verdana,sans-serif;\"><em>Walking to the End<\/em><\/span><span style=\"font-family: Verdana,sans-serif;\"> il guscio di una chiocciola si trasforma definitivamente in una casa, verso la quale si dirige una fila di formiche. Il simbolismo della chiocciola \u00e8 il fulcro dell\u2019installazione ambientale presentata allo Studio Cannaviello: una <\/span><span style=\"font-family: Verdana,sans-serif;\"><strong>scala spiraliforme<\/strong><\/span><span style=\"font-family: Verdana,sans-serif;\"> come la sezione aurea, ricoperta di una miriade di gusci di lumaca dipinti di bianco, che invita tutti coloro che volessero salire la scala della perfezione a distruggere i carapaci delle piccole creature. 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